I PROGETTI POLYCULTURAE E BIODIVERSITAS

La biodiversità è il capitale naturale della Terra e costituisce un fattore cardine dello sviluppo sostenibile, per la sua importanza non solo per la sostenibilità ambientale ma anche per quella sociale ed economica.

Piccola risaia circondata dai boschi: la “pasta madre” per una biodiversità

L’agro-biodiversità è la biodiversità degli ecosistemi agricoli, cioè “la ricchezza di varietà, razze, forme di vita e genotipi, nonché la presenza di diverse tipologie di habitat, di elementi strutturali (siepi, stagni, rocce, ecc.), di colture agrarie e modalità di gestione del paesaggio” (Büchs, 2003) da cui dipende la possibilità di avere cibo in quantità e qualità per la sopravvivenza dell’umanità.

La FAO a fine febbraio 2019, ha lanciato un allarme che non è più possibile ignorare:

La biodiversità, alla base dei nostri sistemi alimentari e della nostra sopravvivenza, sta scomparendo, non solo quella coltivata o allevata, ma anche quella associata, di piante, animali e microrganismi che mantengono i terreni fertili, impollinano le piante, purificano acqua e aria, contribuendo al buono stato di salute degli ecosistemi. E una volta perduta tanta ricchezza alimentare, non potrà essere recuperata”.

Per questi motivi Una Garlanda assieme ad altre 2 aziende agricole, nel febbraio 2019 ha costituito l’Associazione di Produttori Agricoli “Polyculturae”, ente senza scopo di lucro che ha il fine di promuovere tra gli agricoltori, ma anche nella popolazione, lo studio, la diffusione e l’attuazione pratica del recupero, del rispetto e della tutela della Biodiversità in generale e, in particolare, degli Agro-Ecosistemi

Il progetto alla base di “Polyculturae” prevede, tra l’altro, la istituzione di un Marchio di certificazione denominato “Biodiversitas”, certificazione di sistema basata su un controllo indipendente e rigoroso,  che si propone di identificare, valorizzare e garantire le aziende caratterizzate da un ambiente più naturale e da attività di recupero e conservazione dell’agro-biodiversità.

 

Per maggiori informazioni visitare il sito dell’Associazione Polyculturae: www.polyculturae.it