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		<title><![CDATA[blog riso biologico italiano]]></title>
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		<description><![CDATA[il blog sul riso biologico italiano e le differenze tra le varie tiologie di riso vio e biodiverso]]></description>
		<language>IT</language>
		<lastBuildDate>Tue, 14 Nov 2023 05:43:00 +0100</lastBuildDate>
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			<title><![CDATA[NON SOLO RISO… C’E’ MOLTO DI PIU!]]></title>
			<author><![CDATA[unagarlanda-risobiologico]]></author>
			<category domain="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/blog/index.php?category=informazioni"><![CDATA[informazioni]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000E"><div><img class="image-0" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/Mandala2023.jpg"  title="" alt="" width="748" height="513" /><br></div><div><br></div><div><div>Ogni volta che ci accingiamo ad acquistare un alimento, </div><div>un capo di abbigliamento o qualunque oggetto, in un negozio fisico o online, </div><div>facciamo una valutazione che gli economisti semplificano </div><div>nel concetto di utilità rapportato al costo o sacrificio da fare per ottenerlo.</div><div><br></div><div>La valutazione dell’utilità economica sarebbe, già di per sé, molto complessa, </div><div>visto che è soggettiva per definizione, soprattutto in questa società consumistica </div><div>e dello spreco.</div><div><br></div><div> </div><div>Il costo sembrerebbe molto più semplice da quantificare. </div><div>Ma siamo sicuri che sia proprio così?</div><div>Il Mahatma Gandhi, che con i piccoli gesti non violenti </div><div>ha cambiato le sorti di un continente, sosteneva che </div><div>“Non c’è bellezza nella migliore stoffa se provoca fame e infelicità”.</div><div><br></div><div>Dal tessile all’alimentare la prospettiva non cambia; </div><div>siamo sicuri che un cibo prodotto con sostanze chimiche di sintesi,</div><div>abbattendo alberi e foreste, desertificando i suoli, sfruttando uomini, </div><div>donne e bambini, distruggendo l’ambiente in cui viviamo </div><div>possa apportare un beneficio o un’utilità? </div><div>E soprattutto, siamo sicuri che sia quello meno costoso?</div></div><div><br></div><div><img class="image-1" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/COPERTINA.jpg"  title="" alt="" width="494" height="658" /><br></div><div><br></div><div><div>I saggi da sempre sostengono che </div><div>“chi più spende meno spende”, un ossimoro necessario per chi, </div><div>come troppi di noi, è abituato a fermarsi sul prezzo di ciò che compra </div><div>senza approfondirne la reale utilità, per se e per gli altri. </div><div><br></div><div>In realtà sarebbe più corretto dire “chi meno spende, meno spende”.</div><div><br></div><div>Il riso, alimento che da solo soddisfa il 20% dell’attuale apporto energetico </div><div>della dieta nel mondo (<a href="https://www.unimondo.org/Guide/Salute/Nutrizione-Malnutrizione/FAO-2004-Anno-del-riso-e-fame-nel-mondo-67942" target="_blank" class="imCssLink">https://www.unimondo.org/Guide/Salute/Nutrizione-Malnutrizione/FAO-2004-Anno-del-riso-e-fame-nel-mondo-67942</a> ), </div><div>ad esempio, può essere prodotto, trasformato e distribuito </div><div>o in modo naturale, senza chimica, risparmiando acqua, suolo, etc. </div><div>oppure, come purtroppo avviene per più del 90% della produzione mondiale, </div><div>inquinando aria, acqua, terra, etc.</div></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><img class="image-2" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/CREPA-NEL-TERRENO.jpg"  title="" alt="" width="600" height="800" /><br></div><div><div>I sistemi agro-alimentari moderni contribuiscono </div><div>per più del 30% agli eventi climatici estremi, </div><div>che provocano danni pari a 126 euro annui per ogni cittadino europeo (<a href="https://www.openpolis.it/le-alluvioni-hanno-un-costo-umano-economico-e-ambientale/#nel-2020-erano-122-milioni-le-persone-esposte-a-rischio-idraulico" target="_blank" class="imCssLink">https://www.openpolis.it/le-alluvioni-hanno-un-costo-umano-economico-e-ambientale/#nel-2020-erano-122-milioni-le-persone-esposte-a-rischio-idraulico</a>), </div><div>l’agricoltura intensiva (e annessa deforestazione) </div><div>è la seconda causa del dissesto idrogeologico che ha causato in Italia </div><div>160 miliardi di euro di danni, 50 euro a persona (<a href="https://www.italiaambiente.it/2020/10/07/il-dissesto-idrogeologico-ci-e-gia-costato-160-miliardi-ora-si-avvii-un-piano-marshall-per-il-territorio/" target="_blank" class="imCssLink">https://www.italiaambiente.it/2020/10/07/il-dissesto-idrogeologico-ci-e-gia-costato-160-miliardi-ora-si-avvii-un-piano-marshall-per-il-territorio/</a>) e dell’inquinamento delle acque con costi annui </div><div>di circa 25 euro a persona ( <a href="https://www.rcinews.it/2022/05/23/la-protezione-delle-acque-di-falda/#:~:text=Lo%20stress%20idrico%20colpisce%20gi%C3%A0,ecosistemi%20e%20ai%20loro%20servizi." target="_blank" class="imCssLink">https://www.rcinews.it/2022/05/23/la-protezione-delle-acque-di-falda/#:~:text=Lo%20stress%20idrico%20colpisce%20gi%C3%A0,ecosistemi%20e%20ai%20loro%20servizi.</a> ).</div><div>E ci fermiamo qui, ma il triste elenco comprenderebbe anche l’inquinamento dell’aria, </div><div>del cibo, la distruzione dei paesaggi e le conseguenze sulla salute </div><div>e sui costi sanitari; ma senza considerare le vite umane perse, </div><div>limitiamoci ai danni e ai costi che sono carico del bilancio pubblico, </div><div>suddivisi in parti eguali tra ogni cittadino/contribuente: quindi li paghiamo noi!</div><div><br></div><div>Restando all’esempio del riso,</div><div> ma lo stesso varrebbe per la pasta, i legumi, etc., </div><div>non stiamo pagando solo quel pacchetto, ma anche i danni provocati </div><div>da un certo tipo di agricoltura. </div><div>QUANTO CI COSTA VERAMENTE QUEL PACCO DI RISO CONVENZIONALE/INDUSTRIALE?</div><div><span class="fs16lh1-5"><b>Molto più di 10 euro al kg!!!</b></span></div></div><div><span class="fs16lh1-5"><b><br></b></span></div><div><span class="fs16lh1-5"><b><br></b></span></div><div><img class="image-3" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/DJI_0448panoramica-oasi-campi.jpg"  title="" alt="" width="910" height="512" /><span class="fs16lh1-5"><b><br></b></span></div><div><div>Quando invece compriamo un riso biodiverso, che tutela veramente l’ambiente, </div><div>non stiamo acquistando solo l’alimento o bene “RISO”, </div><div>ma una serie di servizi, quelli che il MEAS (Millennium Ecosystem Assessment ) </div><div>nel 2005 ha definito SERVIZI ECOSISTEMICI cioè i <span class="fs16lh1-5"><b>"molteplici benefici </b></span></div><div><span class="fs16lh1-5"><b>forniti dagli ecosistemi naturali al genere umano"</b></span> (MEAS, 2005).</div></div><div><br></div><div><br></div><div><img class="image-4" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/MANUELECONTRATTORI.jpg"  title="" alt="" width="900" height="675" /><br></div><div><div>A proposito lo sapete che Una Garlanda, con i suoi 15 mila alberi piantati, </div><div>è stata presentata come esempio nelle linee guida di agroforestazione del CREA </div><div>e del Ministero dell’Agricoltura? <a href="(https://www.reterurale.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/25192" target="_blank" class="imCssLink">(https://www.reterurale.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/25192</a>)</div><div><br></div><div>Ebbene la sola agroforestazione è in grado di produrre fondamentali servizi ecosistemici a beneficio di tutti noi, quali: sequestro di carbonio, fertilizzazione dei suoli, </div><div>incremento della biodiversità, gestione delle acque, lotta agli eventi climatici estremi, </div><div>riduzione dell’erosione del suolo, miglioramento della qualità dell’aria, etc. </div><div><br></div><div>Il non utilizzo di prodotti chimici di sintesi, e noi a Una Garlanda non usiamo nemmeno </div><div>quelli ammessi dal biologico, la semina su sodo e in acqua preservano le falde </div><div>che ci dissetano, gli impollinatori essenziali per produrre cibo per tutti.</div><div><br></div><div>L’ambiente, così, torna ad arricchirsi di tutte le componenti, inorganiche, </div><div>vegetali e animali, generando così una serie di servizi per tutta la popolazione:</div><div>- Un cibo più sano</div><div>- Riduzione del 40% del consumo di acqua</div><div>- Riduzione del 60% del consumo di carburante e relative emissioni</div><div>- Ricostruzione della catena trofica (alimentare), fertilità del suolo e della produzione </div><div>agricola e quindi supporto a tutte le forme di vita</div><div>- Approvvigionamento di fonti energetiche rinnovabili (riscaldiamo la cascina senza uso di combustili fossili e alimentiamo i processi con energia verde)</div><div>- Materiali edilizi a “metri zero” (argilla, lolla, paglia di riso, etc.)</div><div>- Controllo naturale delle infestazioni (la vegetazione autoctona controlla le specie invasive, le libellule controllano le zanzare, gli anfibi controllano le libellule, i rapaci diurni o notturni controllano gli anfibi, etc., etc., etc.)</div><div>- Regolazione e mitigazione degli eventi atmosferici estremi</div><div>- Filtrazione e depurazione dell’aria e dell’acqua</div><div>- Promozione della biodiversità agricola/coltivata e naturale con il ritorno di decine di varietà di riso dimenticate o di specie vegetali e animali protette</div><div>- Valori culturali (umanistici, scientifici, educativi, ricreativi, scientifici, estetici, sociali e spirituali…) che vengono condivisi con le comunità locali</div><div><br></div><div>In questo contesto, poi, cerchiamo di metterci del nostro, </div><div>perché quando decidemmo di non usare più prodotti chimici, </div><div>fu naturale continuare a promuovere percorsi legati alla qualità </div><div>e alla sicurezza degli alimenti, ma anche alla Legalità, Trasparenza </div><div>(vedi l’etichetta trasparente) e Responsabilità, con l’obiettivo di condividere con tutti voi la nostra esperienza per una maggiore coesione sociale.</div><div> </div><div>Gli scienziati hanno calcolato il valore dei servizi ecosistemici</div><div>in 142.700 miliardi di dollari annui!! (<a href="https://www.regionieambiente.it/servizi-ecosistemici/#:~:text=I%20calcoli%20effettuati%20nel%201997,del%20doppio%20del%20PIL%20mondiale" target="_blank" class="imCssLink">https://www.regionieambiente.it/servizi-ecosistemici/#:~:text=I%20calcoli%20effettuati%20nel%201997,del%20doppio%20del%20PIL%20mondiale</a>.)</div></div><div><br></div><div><br></div><div><img class="image-5" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/EROICO22.jpg"  title="" alt="" width="900" height="675" /><br></div><div><div>Quindi quando compriamo 1 pacco di riso biodiverso, con pochi euro acquistiamo, </div><div>non solo un alimento buono e sano, ma servizi per un valore moltiplicato almeno per 10!!!</div><div><br></div><div> </div><div>Non preoccupatevi!!! Non abbiamo nessuna intenzione di metterci a fare calcoli e, </div><div>ancora meno, di aumentare i nostri prezzi che anche quest’anno, </div><div>nonostante l’inflazione galoppante resteranno immutati; </div><div>è già tanto per noi la gioia e la soddisfazione di aver ritrovato la salute nostra </div><div>e dei nostri campi e di poter condividere tutto questo con voi!!!</div><div><br></div><div> </div><div>Ma la nostra esperienza di agricoltori ci ha portato, </div><div>ogni volta che acquistiamo qualsiasi alimento che non produciamo, </div><div>a chiedere la giusta trasparenza, porci domande corrette </div><div>e fare le giuste valutazioni e distinzioni,</div><div><span class="fs16lh1-5"><b>per scegliere ciò che veramente costa meno e vale di più!</b></span></div></div><div><span class="fs16lh1-5"><b><br></b></span></div><div><img class="image-6" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/MIETITURA.jpg"  title="" alt="" width="900" height="675" /><span class="fs16lh1-5"><b><br></b></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 14 Nov 2023 04:43:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[QUANTI GIOVANI AMICI BIODIVERSI!]]></title>
			<author><![CDATA[unagarlanda-risobiologico]]></author>
			<category domain="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/blog/index.php?category=informazioni"><![CDATA[informazioni]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000D"><div><span class="fs22lh1-5 cf1"><b>QUANTI GIOVANI AMICI BIODIVERSI!</b></span></div><div><div class="imTARight"><i class="fs11lh1-5">Aprile fa il fiore e Maggio gli dà il colore.</i></div><div class="imTARight"><i class="fs11lh1-5">(Proverbio Popolare)</i></div></div><div><br></div><div><div>Maggio per noi “agricoltori e custodi di natura e biodiversità” </div><div>è il mese delle semine, mentre tutto attorno è un’esplosione pacifica di colori e forme di vita. </div><div>Un mese che quest’anno è stato profondamente “biodiverso” anche nel clima: </div><div>mattinate di sole, pomeriggi e serate di lampi e temporali.<br><br><br><div>Nelle nostre giornate, inoltre, trascorse a “stendere” gli erbai cresciuti in autunno/inverno, </div><div>la “pacciamatura verde” da noi scoperta e riscoperta che ci fa risparmiare tanta acqua (<a href="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/blog/index.php?-quel-prato-che-fa-crescere-il-riso-biologico-" target="_blank" class="imCssLink">https://www.unagarlanda.it/risorseblog/blog/index.php?-quel-prato-che-fa-crescere-il-riso-biologico-</a> ), a spargervi, poi, i semi delle varietà antiche da noi recuperate, moltiplicate </div><div>e coltivate con decenni di lavoro (<a href="https://www.unagarlanda.it/ditta-sementiera-biologica.html" target="_blank" class="imCssLink">https://www.unagarlanda.it/ditta-sementiera-biologica.html</a> ), non siamo mai stati soli perché ci sono venuti a trovare tantissimi giovani amici!<br><br><br></div><div>Studenti di “ogni ordine e grado”, come si diceva un tempo, hanno visitato i nostri campi <br>ed è stato un po’ come se avessimo seminato non solo i chicchi preziosi di RISO BIODIVERSO, perché il riso bio non è tutto uguale… <a href="(https://www.unagarlanda.it/risorseblog/blog/index.php?il-riso-bio-e-tutto-uguale--no-qualcuno-e--bio--diverso--- " target="_blank" class="imCssLink">(https://www.unagarlanda.it/risorseblog/blog/index.php?il-riso-bio-e-tutto-uguale--no-qualcuno-e--bio--diverso--- </a>), ma anche quei piccoli semi di conoscenza tramandati dai nostri antenati, evoluti con noi e che potranno crescere </div><div>nei cuori e nelle menti dei giovani presenti nelle diverse giornate.</div></div></div><div><br></div><div><br></div><div><img class="image-4" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/IstitutoAgrarioBiellaPrimoCiclotourdidatticoitalianosulpaesaggioruralestoricopromossoISMEA3.jpg"  title="" alt="" width="960" height="443" /><br></div><div><br></div><div><div>Abbiamo iniziato giovedì 11 maggio, con<span class="fs16lh1-5 cf1"><b> la visita degli studenti</b></span> delle ultime classi </div><div>dell’<span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">Istituto Agrario di Istruzione Superiore GAE AULENTI di Biella</span></b></span>, protagonisti di un Tour pilota, </div><div>in bicicletta, all’interno della Baraggia di Rovasenda. </div><div><br></div><div><br></div><div>Si è trattato della sperimentazione del <span class="cf1">Primo Ciclotour didattico italiano sul paesaggio rurale</span> <span class="cf1">storico</span>, promosso dall’ISMEA (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo-alimentare), <br>rappresentato nella giornata dalla D.ssa Paola Lauricella, </div><div>in collaborazione con ARPA Piemonte (dott. Enrico Rivella), il Comune di Rovasenda, </div><div>diversi enti ed aziende locali. Le ragazze ed i ragazzi, accompagnati dai loro insegnanti, </div><div>hanno sperimentato i percorsi tracciati nell’ambito del progetto “Le mappe del territorio rurale” (Rete Rurale Nazionale) che si prefigge la diffusione della conoscenza dei paesaggi rurali storici attraverso canali di comunicazione ad ampio raggio e di facile accesso. </div><div><br></div><div><br></div><div>Il percorso seguito dagli studenti (<a href="https://www.google.com/maps/d/u/0/viewer?mid=1PTCIBlCy3KS82MW7D1BjUpIWqNy7hwM&ll=45.56297686084296%2C8.292434999999987&z=13" target="_blank" class="imCssLink">https://www.google.com/maps/d/u/0/viewer?mid=1PTCIBlCy3KS82MW7D1BjUpIWqNy7hwM&amp;ll=45.56297686084296%2C8.292434999999987&amp;z=13</a>) ha previsto ben 2 momenti di incontro con Una Garlanda, nei nostri campi e in cascina, </div><div>dove abbiamo potuto spiegare la storia del nostro Riso veramente BIO, l’agroforestazione </div><div>e la nostra filiera corta.</div></div><div><br></div><div><br></div><div><div>Appena il tempo di un fine settimana e il lunedì 15 maggio,</div><div> una corriera e una Lancia Fulvia d’epoca rossa fiammante, riempivano festosamente la nostra aia.<br><img class="image-1" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/Scuole-dell-infanzia-e-primaria-di-Mottalciata-pilatura-del-riso.jpg"  title="" alt="" width="960" height="720" /><br></div></div><div><br></div><div><div>Dalla corriera sono scesi<span class="cf1"> in 50, tra bimbe, bimbi e insegnanti delle Scuole dell’infanzia </span></div><div><span class="cf1">e primaria di Mottalciata</span>; si sono divisi ordinatamente in gruppi che hanno seguito,</div><div>attentissimi, un percorso a tappe, partendo dagli stagni e dal lago dell’area umida sperimentale con &nbsp;la casa di terra e paglia (<a href="https://www.facebook.com/hashtag/casettainpaglia" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'https://www.facebook.com/hashtag/casettainpaglia', width: 1920, height: 1080, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink">https://www.facebook.com/hashtag/casettainpaglia</a> ) </div><div>e, soprattutto, con l’Oasi Emys, dove le testuggini palustri salvate dall’estinzione e reimmesse </div><div>lo scorso anno, stanno iniziando a far capolino dopo il letargo invernale (<a href="https://www.unagarlanda.it/oasi-emys-unagarlanda.html" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'https://www.unagarlanda.it/oasi-emys-unagarlanda.html', width: 1920, height: 1080, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink">https://www.unagarlanda.it/oasi-emys-unagarlanda.html</a> ). </div><div><br></div><div><br></div><div>Poi sono passati alle risaie, tutte ricoperte dalla coltre degli erbai multiessenze cresciuti </div><div>e stesi tra le migliaia di alberi e arbusti e argini inerbiti spontaneamente, dove stavano germogliando i chicchi di riso appena seminati. </div><div><br></div><div><br></div><div>Per finire, poi, con i magazzini in cascina, isolati con pareti rivestite di paglia di riso e argilla </div><div>e alla riseria aziendale che, con i suoi strumenti artigianali permette di lavorare il riso </div><div>rispettandone le proprietà nutritive e riducendo al minimo ogni spreco ( <a href="https://www.unagarlanda.it/perche-una-garlanda.html" target="_blank" class="imCssLink">https://www.unagarlanda.it/perche-una-garlanda.htm</a>l ).</div></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><img class="image-2" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/Borghiincarrozza.jpg"  title="" alt="" width="960" height="720" /><br></div><div><br></div><div><div>Lo stesso percorso hanno svolto 2 primi cittadini, la Maestra Elisa Pollero sindaca di Gifflenga </div><div>(con i suoi alunni della Scuola di Mottalciata) e il Sindaco di Rovasenda </div><div>che ha accompagnato gli altri 2 nuovi amici, Danilo e Luca che, </div><div>a bordo della storica Lancia Fulvia Montecarlo con comandi adattati al volante, </div><div>da tempo si avventurano fra i borghi piemontesi e hanno dedicato proprio </div><div>la giornata del 15 maggio al nostro Comune e, in particolare, alla nostra azienda. &nbsp;</div><div>( <a href="https://www.viaggioitalia.org/dal-biellese-al-lago-dorta" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'https://www.viaggioitalia.org/dal-biellese-al-lago-dorta', width: 1920, height: 1080, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink">https://www.viaggioitalia.org/dal-biellese-al-lago-dorta</a> ), per un turismo sempre più accessibile, inclusivo e sostenibile, mettendo in risalto le realtà che eccellono su questi temi.</div><div><br></div><div>Una bellissima giornata piena di vita e di emozioni!</div></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><div>Il 26 maggio, invece, sono stati <span class="cf1">gli universitari</span> e tornare nelle nostre risaie.</div><div>41 studentesse e studenti dei <span class="cf1">Dipartimenti di Sviluppo Sostenibile e Transizione Ecologica</span> (DISSTE) e di <span class="cf1">Scienze e Innovazione Tecnologica</span> (DISIT) dell’Università del Piemonte Orientale, </div><div>appartenenti agli insegnamenti di Lotta biologica, tenuto dalla prof.ssa Monica Vercelli </div><div>nell'ambito del corso di laurea in Scienze biologiche, e di Zoologia applicata,</div><div>tenuto dalla prof.ssa Irene Pellegrino, nell'ambito del corso di laurea in Biologia, </div><div>hanno visitato Una Garlanda.</div></div><div><img class="image-3" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/UPO8.jpg"  title="" alt="" width="960" height="720" /><br></div><div><br></div><div><br></div><div><div>Per gli studenti, questa esperienza in campo si inserisce nell'ambito della zoologia </div><div>applicata alla salvaguardia della biodiversità negli agroecosistemi risicoli e alla lotta biologica; </div><div>in particolare Monica è una di quelle, preziosissime, amiche che abbiamo incontrato </div><div>nel nostro cammino, quando nel 2015, assieme ai ricercatori dell’ISPRA </div><div>(Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), iniziò a studiare la biodiversità </div><div>dei nostri campi e quella presente in altre aziende, risicole e noccioleti, biologiche e convenzionali, nell’ambito di un progetto PAN per valutare l’impatto dei fitofarmaci sull’ambiente.</div><div>(<a href="https://www.isprambiente.gov.it/files2020/notizie/presentazioneprogettoSperimentazionePANDAntoni17_1_2020.pdf " onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'https://www.isprambiente.gov.it/files2020/notizie/presentazioneprogettoSperimentazionePANDAntoni17_1_2020.pdf ', width: 1920, height: 1080, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink">https://www.isprambiente.gov.it/files2020/notizie/presentazioneprogettoSperimentazionePANDAntoni17_1_2020.pdf </a>) </div><div><br></div><div><br></div><div>E’ stato un grande piacere ritrovarci con lei e con le sue “ragazze e ragazzi”, </div><div>all’ombra degli alberi del nostro sistema in agroforestry (agroforestazione)! (<a href="https://www.unagarlanda.it/piantumazione-unagarlanda.html" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'https://www.unagarlanda.it/piantumazione-unagarlanda.html', width: 1920, height: 1080, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink">https://www.unagarlanda.it/piantumazione-unagarlanda.html</a>) tra centinaia di erbe, arbusti, batteri, libellule, farfalle colorate, carpe, rane (persino le testuggini palustri) e uccelli!</div><div><br></div><div><br></div><div> </div><div><span class="cf1">Nella dimensione internazionale, infine, che sta sempre più assumendo Una Garlanda </span></div><div>non poteva mancare un progetto Erasmus e così grazie al progetto “Clear mind, fit body, happy life” dell’Istituto Comprensivo di Cossato, decine di studenti provenienti da Spagna, Portogallo. Romania, Lettonia, Germania e Italia, sono arrivati in treno il 29 maggio a visitare Rovasenda e, durante la giornata, hanno fatto tappa nella nostra azienda.</div><div><br></div><div><br></div><div>E’ stato per noi un onore condividere con loro la vita e la biodiversità dei nostri campi, </div><div>raccontare la nostra storia fatta inizialmente di incertezze, sacrifici e preoccupazioni, </div><div>tra continue prove e sperimentazioni, ma anche di enormi soddisfazioni, </div><div>come quella di far tornare nei campi le antiche varietà di riso, prodotte senza nessun prodotto chimico, tra gli alberi le mille forme di vita tornate a farci compagnia!</div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div> </div><div>Questa ondata di gioventù, dai bimbi di 3 anni ai laureandi magistrali di 25 che, </div><div>con coinvolgimento e interesse sincero ci “interrogavano” sulla nostra passione, </div><div>ci hanno emozionato e fatto sentire parte di una grande famiglia, </div><div>dove <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">un futuro e una agricoltura migliori sono concretamente possibili,</span></b></span> </div><div><span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">rinnovando la forza che continueremo, sempre</span></b></span> più convinti ad impegnare </div><div>nel nostro quotidiano lavoro <span class="fs16lh1-5 cf1"><b>per offrire un riso biologico veramente biodiverso e sano</b></span>!</div><div><br></div><div> </div><div>Grazie di cuore a tutti voi!!!!</div></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 28 Aug 2023 08:54:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[LE SEMINE, LA SICCITA’ E… LA MUCCA CARLOTTA!]]></title>
			<author><![CDATA[unagarlanda-risobiologico]]></author>
			<category domain="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/blog/index.php?category=informazioni"><![CDATA[informazioni]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000C"><div><span class="fs22lh1-5"><b><span class="cf1">LE SEMINE, LA SICCITA’ E… </span></b></span></div><div><span class="fs22lh1-5"><b><span class="cf1">LA MUCCA CARLOTTA!</span></b></span></div><div><br></div><div data-line-height="1" class="lh1 imTARight"><i class="fs9lh1">Non conosciamo mai abbastanza il valore dell’acqua, </i></div><div data-line-height="1" class="lh1 imTARight"><i class="fs9lh1">fino a che il pozzo non si prosciuga. </i></div><div data-line-height="1" class="lh1 imTARight"><i class="fs9lh1">(Thomas Fuller)</i></div><div><br></div><div><div>Per i risicoltori della Baraggia e di tutta la pianura padana, </div><div>quello che va da fine aprile a inizio maggio, da sempre, è il mese delle semine.</div><div><br></div><div>Il silenzioso avvicinamento invernale, fino all’inizio della primavera, fatto di osservazione </div><div>e rispetto dei cicli naturali, da alcuni decenni è stato, invece, riempito da altre discussioni: </div><div>dove e a cosa vien dato il contributo PAC? quale varietà va meglio con diserbi e concimi? </div><div>quale rende di più?</div><div><br></div><div>Negli ultimi anni, però, le domande sempre più martellanti, riguardano un solo </div><div>e decisivo argomento: tornerà a piovere? ci sarà abbastanza acqua per coltivare?</div><div><br></div><div>La risposta che molti colleghi, anche “biologici”, si stanno dando è, sempre più spesso, </div><div>“non coltivo più riso”, oppure, “non farò più agricoltura”. Se nel 2022 la produzione di riso in Italia </div><div>è crollata del 30%, nel 2023 ci saranno ulteriori 8000 ettari di riso in meno </div></div><div><div>(<a href="https://www.ilgiorno.it/pavia/cronaca/riso-produzione-lomellina-1.8529814" target="_blank" class="imCssLink">https://www.ilgiorno.it/pavia/cronaca/riso-produzione-lomellina-1.8529814</a>).</div></div><div><br></div><div><img class="image-0" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/siccita.jpg"  title="" alt="" width="450" height="600" /><br></div><div><div>Anche dalle nostre parti non si parla d’altro </div><div>(“La grande sete della Baraggia… manca il 75% di acqua negli invasi e quella che c’è </div><div>basta appena agli usi potabili” <a href="https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/01/watchfolder-tgr-piemonte-web-marchetti-crisi-idrica-baraggia-sam-tgp2mxf-164c08d6-63e9-47c7-885e-4cf5a173e4cf.html" target="_blank" class="imCssLink">https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/01/watchfolder-tgr-piemonte-web-marchetti-crisi-idrica-baraggia-sam-tgp2mxf-164c08d6-63e9-47c7-885e-4cf5a173e4cf.html</a>) </div><div>e le riunioni di agricoltori negli enti di bonifica sembrano, sempre più, </div><div>“consigli di guerra” tra poveri.</div></div><div><br></div><div><div>Ma la siccità, come le alluvioni sono veramente delle sciagure inevitabili </div><div>e a cui non c’è soluzione? </div><div>E, soprattutto, noi agricoltori, prima, e cittadini, poi, siamo solo vittime e non possiamo far nulla?</div><div><br></div><div><img class="image-1" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/20220815_190339.jpg"  title="" alt="" width="900" height="675" /><br></div><div>Sarà per quella ostinata abitudine, tramandataci dagli antenati, </div><div>di assumerci le nostre responsabilità e iniziare da noi il cambiamento che vorremmo vedere </div><div>nel Mondo, ma siamo convinti che lamentarsi è inutile e che tanto si può e si deve fare, </div><div>anche per essere da esempio!<br></div><div>Ancora una volta serve un minimo di altruismo, lungimiranza e porsi le giuste domande!</div><div><br></div><div><br></div><div><div>Il primo quesito dovrebbe essere: dove semino e dove seminerò?</div><div><br></div><div>Sappiamo, con decenni di anticipo, quali sono le terre che semineremo </div><div>e abbiamo tutto il tempo per preparare l’ambiente migliore. </div><div>Con questa consapevolezza in 20 anni abbiamo piantumato più di 15.000 alberi e arbusti </div><div>attorno e dentro le risaie. (<a href="https://www.unagarlanda.it/piantumazione-unagarlanda.html" target="_blank" class="imCssLink">https://www.unagarlanda.it/piantumazione-unagarlanda.html</a>).</div></div><div><br></div><div><img class="image-3" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/alberi4.jpg"  title="" alt="" width="900" height="675" /><img class="image-2" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/alberiZio.jpg"  title="" alt="" width="900" height="688" /><br></div><div><br></div><div><div>Oggi tutte le principali organizzazioni scientifiche e internazionali, </div><div>a partire dalle FAO, riconoscono che i sistemi agro-forestali a livello globale </div><div>contribuiscono alla lotta ai cambiamenti climatici (assorbendo e fissando CO2) </div><div>e a livello locale <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">creano nelle aree agricole ecosistemi resilienti alla siccità </span></b></span></div><div><span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">e all’ abbondanza di precipitazioni</span></b></span> diversificando la produttività, promuovendo</div><div> il recupero di terreni degradati, il progressivo ripristino della biodiversità e persino </div><div>la rinascita delle fonti idriche!!! (<a href="https://www.fao.org/3/CA4662en/CA4662en.pdf" target="_blank" class="imCssLink">https://www.fao.org/3/CA4662en/CA4662en.pdf</a>)</div></div><div><br></div><div><div>Non ci fermarono i commenti sferzanti del tipo, “gli Stocchi si sono impazziti!”, </div><div>quando iniziammo a creare gli “arginelli”, cioè delle fasce tampone all’interno dei campi, </div><div>che abbiamo gestito e gestiamo come quelle ai margini del campo, senza chimica, </div><div>riducendo al minimo gli sfalci e piantumando. </div><div><br></div><div>Oggi le linee guida sulle risorse idriche raccomandano questi modelli di gestione </div><div>delle fasce tampone, in quanto strumenti di contenimento del ruscellamento superficiale, </div><div>di aumento dell’infiltrazione dell’acqua, legato al miglioramento della porosità, </div><div>determinando, di fatto, l’intercettazione dei flussi di acqua superficiale (<a href="https://www.regione.piemonte.it/web/sites/default/files/media/documenti/2019-01/le_fasce_tampone_vegetate_riparie_erbacee_0.pdf" target="_blank" class="imCssLink">https://www.regione.piemonte.it/web/sites/default/files/media/documenti/2019-01/le_fasce_tampone_vegetate_riparie_erbacee_0.pdf</a>)</div></div><div><img class="image-5" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/sommersione2.jpg"  title="" alt="" width="607" height="455" /><img class="image-4" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/20230410_100204.jpg"  title="" alt="" width="607" height="809" /><br></div><div><br></div><div><div>Dimenticarsi per decenni tutto ciò e ricordarsi della mancanza d’acqua </div><div>solo quando è ora di seminare, ricorda tanto il comportamento di chi, </div><div>citando un vecchio proverbio contadino, <span class="fs16lh1-5"><i>“chiude la stalla quando i buoi sono scappati”!</i></span></div></div><div><br></div><div><div>Ma il secondo e terzo quesito, “come e cosa seminare?”, </div><div>ci insegnano che possiamo fare qualcosa, persino quando è mancata la prevenzione.</div><div><br></div><div>Alternare annualmente la coltura del riso con i sovesci permette di limitare </div><div>l’erosione del suolo e di aumentare la capacità del suolo di <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">trattenere l’acqua, </span></b></span></div><div><span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">in quanto la sostanza organica</span></b></span> generata si lega alle particelle minerali di terreno e crea </div><div><span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">un effetto spugna, che attutisce anche l’effetto dirompente delle abbondanti piogge</span></b></span>. </div></div><div><br></div><div><div>Quando arriva poi il periodo della semina, questi erbai diventano lo strumento principale </div><div>della “pacciamatura verde”, la tecnica che abbiamo riscoperto, sperimentato e diffuso (<a href="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/blog/index.php?-quel-prato-che-fa-crescere-il-riso-biologico-" target="_blank" class="imCssLink">https://www.unagarlanda.it/risorseblog/blog/index.php?-quel-prato-che-fa-crescere-il-riso-biologico-</a>), che<span class="cf1"> <span class="fs16lh1-5"><b>riduce l’evaporazione dell’acqua</b></span></span> dal suolo, <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">facendo </span></b></span>risparmiare il 65% di acqua, </div><div>e lo scorso anno è stata provvidenziale, garantendo alle piantine di riso quel minimo di umidità </div><div>per la loro resistenza!!!</div><div><br></div><div>Va ricordato, inoltre, che SOLO attraverso la semina in sommersione è possibile attivare il rimpinguamento delle falde nei 40 giorni circa che vanno tra i primi di aprile e la metà di maggio, quando vi è maggiore disponibilità di acqua. </div><div>Le falde così riempite costituiranno una riserva preziosa per il mese di giugno, </div><div>periodo di grande richiesta (proveniente da altre colture) e contemporanea carenza. </div><div><br></div><div>Un recente studio dell’Università di Milano ha confermato che nelle annate siccitose, </div><div>chi semina in sommersione ha consumato un quantitativo d’acqua 4 volte inferiore a chi, purtroppo anche nel biologico si ostina a seminare in asciutta!!! (<a href="https://www.youtube.com/watch?v=RMdByauXGyU&ab_channel=MilanoPaviaTVOnDemand" target="_blank" class="imCssLink">https://www.youtube.com/watch?v=RMdByauXGyU&amp;ab_channel=MilanoPaviaTVOnDemand</a></div><div><br></div><div><img class="image-6" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/semi.jpg"  title="" alt="" width="450" height="600" /><br></div><div><div>Quando, infine, scegliamo cosa seminare, dovremmo sapere che le varietà locali, </div><div>tradizionali e da conservazione, usate per decenni, a volte per secoli, sono frutto di mutazioni, ricombinazioni, fenomeni di migrazione, selezione naturale o attuata dagli agricoltori in equilibrio con un determinato ambiente e con la sua storia; sono, quindi, geneticamente dinamiche, </div><div>cioè capaci di adattarsi agli stress climatici e ambientali tra cui la siccità, aumentandone la resistenza (<a href="https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/biodiversita/ispra-e-la-biodiversita/articoli/tutelare-l2019agrobiodiversita-con-le-filiere-alimentari-corte-ecologiche-e-locali" target="_blank" class="imCssLink">https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/biodiversita/ispra-e-la-biodiversita/articoli/tutelare-l2019agrobiodiversita-con-le-filiere-alimentari-corte-ecologiche-e-locali</a>).</div></div><div><br></div><div><div>Quello che è possibile leggere su migliaia di pubblicazioni scientifiche sulle varietà </div><div>tradizionali, per noi fu una scelta di buon senso confortata da piccole osservazioni pratiche </div><div>come quella, ad esempio, di misurare la capacità di allungamento radicale </div><div>delle antiche varietà durante periodi di siccità, come quello avvenuto nel 2022</div></div><div><img class="image-7" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/confronto-radici-risi-antichiemoderni.jpg"  title="" alt="" width="858" height="644" /><br></div></div><div><br></div><div><div>Giungere ogni anno in questo periodo e ascoltare gli stessi discorsi, oltre al proverbio </div><div>dei “buoi fuggiti”, per restare sempre in ambito “bovino”, ci ricorda il racconto </div><div>della “Mucca Carlotta” che Fulvio ci ripete di tanto in tanto con grande saggezza.</div><div> </div><div>Un giorno ve la narreremo per intero ma qui basti sapere che è la storia di un nostro vicino</div><div>di origini calabresi che, tanti anni fa, girò disperato per qualche giorno, lungo chilometri </div><div>e chilometri, chiedendo a conoscenti e amici se avessero visto “Carlotta”, la sua mucca </div><div>fuggita da casa nottetempo. Dopo lunghe ricerche la ritrovò nel retro della cascina; </div><div>si era messa lì vicino al mangime e non si era mai mossa!!!</div><div><br></div><div> </div><div>L’agroforestazione, la policoltura, la pacciamatura verde, la semina in immersione fatta </div><div>per secoli, le antiche varietà nate ed evolute a pochi metri da noi che per altro Una Garlanda </div><div>prima ditta sementiera Biologica di riso ha reso disponibili per tutti, sono un po’ come </div><div>la Mucca Carlotta: dietro casa ma nessuno (o pochi) le considerano, cercando invece </div><div>e invano soluzioni e aiuti nei summit mondiali, nei tavoli governativi o chissà dove!!!</div><div><br></div><div> </div><div>La siccità è un problema grave, come le piogge dirompenti che generano alluvioni, </div><div>ma le soluzioni ci sono, basta vederle ed attuarle!!!</div><div><img class="image-9" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/diversificare-coltivazioni.jpg"  title="" alt="" width="900" height="675" /><br></div><div>Ci sono per chi coltiva, ma anche per ogni cittadino che, oltre a cercare di ridurre il proprio consumo di acqua, può scegliere di mangiare un riso naturale e prodotto con un’agricoltura </div><div>che veramente preservi l’acqua e l’ambiente: l’unico modo per generare futuro!!!</div></div><div><br></div><div><img class="image-8" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/20230422_134005.jpg"  title="" alt="" width="900" height="675" /><br></div><div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 23 May 2023 14:46:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[I RAPACI DIURNI E NOTTURNI VERI AMICI DELLE RISAIE BIODIVERSE]]></title>
			<author><![CDATA[unagarlanda-risobiologico]]></author>
			<category domain="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/blog/index.php?category=informazioni"><![CDATA[informazioni]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000B"><div><span class="fs24lh1-5"><b><span class="cf1">I RAPACI DIURNI E NOTTURNI…</span></b></span></div><div><span class="fs24lh1-5"><b><span class="cf1">VERI AMICI DELLE RISAIE BIODIVERSE</span></b></span></div><div><br></div><div data-line-height="1" class="lh1"><div data-line-height="1" class="lh1 imTARight"><span class="fs10lh1"><i>Voli imprevedibili ed ascese velocissime,</i></span></div><div data-line-height="1" class="lh1 imTARight"><span class="fs10lh1"><i>traiettorie impercettibili,</i></span></div><div data-line-height="1" class="lh1 imTARight"><span class="fs10lh1"><i>codici di geometria esistenziale</i></span></div><div data-line-height="1" class="lh1 imTARight"><span class="fs10lh1"><i>(F. Battiato – Gli Uccelli – 1981)</i></span></div></div><div data-line-height="1" class="lh1"><br></div><div><div>I canti delle civette, degli allocchi, degli assioli o dei gufi, hanno accompagnato </div><div>le notti degli uomini per millenni, forieri di presagi, suggeritori di proverbi, </div><div>ispiratori di racconti, leggende e poesie.</div><div><br></div><div><br></div><div>Per non parlare del fascino del volo maestoso delle aquile, dei falchi </div><div>e dei rapaci in genere; <span class="fs16lh1-5">la risalite a spirale fino ad altezze vertiginose</span></div><div><span class="fs16lh1-5">( seguendo termiche che suggeriscono che tempo farà) le planate lunghe e decise, </span></div><div><span class="fs16lh1-5">i volteggi e i cambi di direzione repentini a disegnare l’aria.</span></div><div><br></div><div><br></div><div> </div><div><span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">Il fascino dei rapaci si lega soprattutto al loro fondamentale ruolo negli ecosistemi, non ultimo quello agricolo dove tengono sotto controllo le popolazioni di insetti, piccoli e medi roditori (arvicole, talpe, etc.), ripulendo l’ambiente dalle carcasse della fauna selvatica e domestica.</span></b></span></div><div><br></div><div><br></div><div>Oramai è noto che le più semplici e antichissime catene alimentari del mondo selvatico, </div><div>partendo dalla flora e fauna micro e macro acquatica, con insetti impollinatori ed invertebrati, </div><div>sino agli animali di cui si nutrono i rapaci, si sono spezzate, mettendo in grave pericolo </div><div>intere popolazioni fino alla scomparsa di molte specie; o l'esubero di altre, come le arvicole </div><div>o le nutrie che forano gli argini delle risaie e rosicchiano le radici dei giovani alberi che trovano.</div><div><br></div><div><br></div><div><span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">E' anche per questo motivo che alla fine degli anni ’90, come ormai sapete, </span></b></span></div><div><span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">decidemmo di cambiare e di smettere di utilizzare la chimica nei nostri campi; </span></b></span></div><div><span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">Fulvio per primo e noi, dopo di lui, capimmo che non c’erano alternative e che questa </span></b></span></div><div><span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">era l’unica possibilità.</span></b></span> (<a href="https://www.unagarlanda.it/e-shop/una-garlanda-una-storia/" target="_blank" class="imCssLink">https://www.unagarlanda.it/e-shop/una-garlanda-una-storia/</a>)</div><div><br></div><div><br></div><div>Furono necessari una profonda fede nella natura ed i saggi racconti dei “vecchi” agricoltori </div><div>come il grande amico Giovanni Pansarasa per farci vedere quel che non c’era più </div><div>e immaginare che sarebbe potuto tornare ad essere… Ma anche la nostra testardaggine </div><div>nel continuare a provare e i consigli di chi, come UPM, ci spinse alle antiche varietà </div><div>e a piantumare siepi ed alberi in ogni angolo.</div><div><br></div><div><br></div><div><span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">Produrre cibo sano senza chimica era il primo obiettivo, ma la realtà ha superato ogni aspettativa</span></b></span> </div><div>e, come in un caleidoscopio in cui tutti i frammenti tornano al loro posto ricomponendo il quadro,</div><div>piano piano l’ecosistema si è ricostruito generando la <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">SOLUZIONE </span></b></span>anche ai problemi ecologici </div><div>più complessi come quello dei rapaci!!!</div><div><br></div><div><br></div><div><span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2">Quasi 25 anni di policoltura, con assenza totale di pesticidi e fertilizzanti chimici, </span></b></span></div><div><span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2">persino quelli ammessi nel biologico</span></b></span>, l’impegno massimo nel mantenere i solchi </div><div>e i campi allagati, con costante copertura (alternanza colture ed erbai) (<a href="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/blog/index.php?-quel-prato-che-fa-crescere-il-riso-biologico-" target="_blank" class="imCssLink">https://www.unagarlanda.it/risorseblog/blog/index.php?-quel-prato-che-fa-crescere-il-riso-biologico-</a>), conservazione della flora ripariale spontanea anche mediante riduzione </div><div>della pendenza delle sponde, la diversificazione degli ambienti acquatici, la crescita </div><div>di piante palustri, la creazione di piccole zone umide dedicate alla reintroduzione </div><div>di specie vegetali e animali protette (<span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">Oasi Emys e non solo</span></b></span>) ad esse legati (<a href="https://www.unagarlanda.it/oasi-emys-unagarlanda.html" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'https://www.unagarlanda.it/oasi-emys-unagarlanda.html', width: 1920, height: 1080, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink">https://www.unagarlanda.it/oasi-emys-unagarlanda.html</a>), <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">la piantumazione di specie arbustive </span></b></span></div><div><span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">ai margini e dentro le risaie che favoriscono la presenza di uccelli lungo le sponde</span></b></span> &nbsp;(<a href="https://www.unagarlanda.it/piantumazione-unagarlanda.html" target="_blank" class="imCssLink">https://www.unagarlanda.it/piantumazione-unagarlanda.html</a>) …</div><div><br></div><div><img class="image-0" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/cicogne.jpg"  title="" alt="" width="850" height="637" /><br></div><div>La natura ha accompagnato questo duro lavoro, facendoci ogni stagione una bella sorpresa; </div><div>sono tornate le larve e le libellule, le farfalle, i pesci, i girini, le rane che in simbiosi </div><div>o in competizione armonica hanno protetto e accompagnato il riso, il miglio </div><div>e i fagioli finalmente biodiversi!!</div><div><br></div><div><br></div><div>Non solo, ma <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">sono tornati</span></b></span> puntuali tantissimi esemplari di specie di uccelli protette, </div><div>come gli <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">Aironi Cenerini, le Cicogne Bianche, le Gallinelle d’acqua, i Tarabusi, l’Airone Rosso, </span></b></span></div><div><span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">il Tarabusino e tanti altri ancora.</span></b></span> (<a href="https://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/rapporti/la-sperimentazione-dellefficacia-delle-misure-del-pan-per-la-tutela-della-biodiversita" target="_blank" class="imCssLink">https://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/rapporti/la-sperimentazione-dellefficacia-delle-misure-del-pan-per-la-tutela-della-biodiversita</a> )</div><div><br></div><div><br></div><div> </div><div>Una catena interrotta che si è ricostruita, fino a quando anche le Pojane, </div><div>prima circoscritte ai boschi di Baraggia, sono tornate a volteggiare, assieme ad altri rapaci, </div><div>nei nostri campi, mentre il canto dei Barbagianni si fa nuovamente sentire la sera.</div><div><br></div><div>Ci è voluto del tempo e tanto ancora ce ne vorrà, perché siamo consapevoli che gli equilibri</div><div>ambientali, così come gli alberi piantumati e le loro fronde, sono ancora molto giovani </div><div>ed a tal fine stiamo cercando di fornire ulteriori aiuti che favoriscano il ritorno di nibbi, </div><div>falchi, falchetti, gufi, assioli, civette, etc.</div><div><br></div><div><br></div><div>Per questo, forse, non è stato un caso incontrare, alla Festa Celtica di Beltane, </div><div>un nuovo e importante amico, Federico Cipriani, che sta dedicando la sua vita al rispetto </div><div>e alla difesa dei rapaci.</div><div><br></div><div><img class="image-6" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/uovo.jpg"  title="" alt="" width="850" height="638" /><br></div><div><br></div><div>Federico è il responsabile di Rapaci&amp;Natura, una organizzazione no profit da lui fondata </div><div>con sede a Vigone (To) (<a href="https://www.facebook.com/profile.php?id=100069319960745" target="_blank" class="imCssLink">https://www.facebook.com/profile.php?id=100069319960745</a>) </div><div>e che nasce dalla sua profonda passione per i rapaci e gli animali in generale.</div><div><br></div><div><img class="image-2" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/gufo.jpg"  title="" alt="" width="850" height="638" /><br></div><div>Un amore coltivato sin da bambino e che, da giovane, lo ha portato a frequentare un corso </div><div>di Gestione della Fauna, presso l’università di Veterinaria di Grugliasco (TO). </div><div>Il tutto è sfociato nel grande “inizio” del 2013, con l’acquisto del primo rapace, </div><div>“Merlino” il Gufo Reale che ancora oggi lo accompagna nelle fiere e nelle iniziative a cui partecipa, seguito, nel giro di poco tempo, dall’arrivo di altri rapaci, sia diurni sia notturni, e dall’apertura dell’allevamento amatoriale. </div><div><br></div><div><br></div><div>All’attività di allevamento, Rapaci&amp;Natura ha affiancato da subito quella didattica presso la sede</div><div> e nelle piazze, mirata a far conoscere questi splendidi animali al grande pubblico, </div><div>in modo da sensibilizzare le persone sulle tematiche ambientali, quali ad esempio </div><div>l’impatto dell’agricoltura intensiva su queste specie.</div><div><br></div><div><img class="image-1" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/family.jpg"  title="" alt="" width="413" height="550" /><br></div><div><br></div><div>Con Federico è nata subito una profonda stima ed amicizia e abbiamo, così, deciso </div><div>di invitarlo <span class="fs16lh1-5">nella nostra azienda per aiutarci a renderla ancora più ospitale </span></div><div><span class="fs16lh1-5">per i nostri amici predatori.</span></div><div><span class="fs16lh1-5"><br></span></div><div><img class="image-3" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/posizionano.jpg"  title="" alt="" width="850" height="638" /><span class="fs16lh1-5"><br></span></div><div><br></div><div>Così lo scorso 29 gennaio Rapaci&amp;Natura ha fatto tappa <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">presso Una Garlanda, </span></b></span></div><div><span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">portandoci 10 strutture “nido” in legno</span></b></span>, composte, ognuna, da una piccola anticamera </div><div>e da un vero e proprio nido di cova. Federico ci ha aiutato e istruito a sistemarli ad una altezza</div><div>consona, negli alberi che circondano la Cascina dell’Angelo, spiegandoci che, </div><div>presumibilmente, solo una minima parte di queste strutture sarà realmente utilizzata dai rapaci </div><div>per la nidificazione, ma noi ci siamo abituati; non tutti i semi di riso portano risone, </div><div>come non tutti gli alberi piantati sono poi cresciuti e non tutti le Emys sopravvivranno … </div><div>è la bella legge della natura!</div><div><br></div><div><img class="image-5" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/piccoli.jpg"  title="" alt="" width="850" height="567" /><br></div><div><br></div><div>Ma una o due nidiate di rapaci sono già sufficienti per coprire, come territorio di caccia, </div><div>vari chilometri quadrati di suolo, contribuendo al controllo delle arvicole, dei roditori, etc. </div><div>e proteggendo le radici degli alberelli in crescita e l’equilibrio mirabile dell’ecosistema.</div><div><br></div><div><img class="image-4" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/pipistrello.jpg"  title="" alt="" width="850" height="638" /><br></div><div><br></div><div>Dopo la visita degli studenti del DBIOS di Torino, di quelli degli Istituti Tecnici Agrari </div><div>ed Alberghieri e quella di Federico, anche il 2023 si è aperto all’insegna dell’amicizia vera </div><div>e della biodiversità che cresce ogni giorno di più, arricchendo di nuovi e vecchi amici,</div><div>non ultimi i rapaci diurni e notturni, questa bella comunità per un cibo e un’ambiente </div><div>veramente sani e naturali e preparando la giusta accoglienza alle semine di questa primavera, </div><div>che diventeranno il riso veramente BIO e BIODIVERSO 2023!!! (<a href="https://www.unagarlanda.it/prodotti%20di%20riso%20unagarlanda.html" target="_blank" class="imCssLink">https://www.unagarlanda.it/prodotti%20di%20riso%20unagarlanda.html</a>)</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 01 Apr 2023 06:15:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Una bellissima giornata!]]></title>
			<author><![CDATA[unagarlanda-risobiologico]]></author>
			<category domain="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/blog/index.php?category=informazioni"><![CDATA[informazioni]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000A"><div><span class="fs24lh1-5"><b><span class="cf1">UNA BELLISSIMA GIORNATA!</span></b></span></div><div><span class="fs24lh1-5"><b><span class="cf1"><br></span></b></span></div><div><div class="imTARight"><i class="fs11lh1-5">L’agricoltura è l’arte di saper aspettare.</i></div><div class="imTARight"><i class="fs11lh1-5">Riccardo Bacchelli</i></div><div><br></div><div><div>Quando, alla fine degli anni ’90, decidemmo di cambiare radicalmente </div><div>il nostro modo di fare agricoltura e la nostra vita, </div><div>avevamo le idee molto chiare su quello che non avremmo più fatto: </div><div><span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">MAI PIU’ CHIMICA!</span></b></span></div></div><div><br></div><div><br></div><div><div>Decisamente più difficile sapere come lo avremmo fatto e quello che sarebbe stato </div><div>il futuro nostro e quello dei nostri campi.</div><div><span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">Come, spesso, capita all’inizio di un cammino, eravamo soli</span></b></span>, </div><div>ma la certezza che il ritorno al rispetto dei tempi e dei modi naturali fosse l’unica via </div><div>e l’antico proverbio contadino “Fai del bene e scordati, fai del male, pensaci”, </div><div>ci hanno permesso di superare le incertezze, i sacrifici e le preoccupazioni </div><div>delle continue prove e sperimentazioni; </div><div><span class="fs16lh1-5 cf1"><b>qualcuno un giorno avrebbe capito</b></span> e avremmo avuto nuovi e vecchi amici al nostro fianco!</div><div><br></div><div><br></div><div>A ripensarci bene è stato sempre così, per ogni tappa del nostro percorso.</div><div>Ci avevano detto che le migliaia di alberi che piantavamo nelle risaie, </div><div>anche grazie agli stimoli degli amici di UPM, non sarebbero sopravvissuti nell’acqua </div><div>e tra le “pepite” argillose della baraggia.</div></div><div><br></div><div><img class="image-1" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/alberi.jpg"  title="" alt="" width="960" height="720" /><br></div><div><br></div><div><br></div><div><div>Eppure ai primi arbusti, ne sono seguiti tanti altri, coi semi portati dal vento </div><div>e dagli uccelli, e che hanno trovato una “casa” ospitale, </div><div>in <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">un suolo senza più diserbanti</span></b></span> e all’ombra delle piante che li avevano preceduti. </div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><span class="fs20lh1-5 cf1"><b>Oggi Una Garlanda è il primo esempio concreto europeo </b></span></div><div><span class="fs20lh1-5 cf1"><b>di risicoltura in agroforestry</b></span> (agroforestazione)!</div><div>(<a href="https://www.unagarlanda.it/piantumazione-unagarlanda.html" target="_blank" class="imCssLink">https://www.unagarlanda.it/piantumazione-unagarlanda.html</a>).</div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">Quando iniziammo a seminare</span></b></span> le prime “manciate” di semi di varietà antiche, </div><div>recuperate a fatica dalle banche semi dov’erano finite, </div><div>ormai dimenticate dall’agricoltura mondiale, <span class="fs16lh1-5 cf1"><b>ci dissero</b></span> che sarebbero state falcidiate </div><div>da vecchie e nuove malattie o che, al massimo, <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">avrebbero prodotto poco o nient</span></b></span><span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">e</span></b></span>: </div><div>figuriamoci nelle terre “prive di sussistenza” della Baraggia!</div></div><div><br></div><div><img class="image-2" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/riso.jpg"  title="" alt="" width="454" height="662" /><br></div><div><br></div><div><div><span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">Invece “Dellarole”, “Bertone”, “Chinese Originario” sono diventati </span></b></span></div><div><span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">una presenza “fissa” nei nostri campi e nelle tavole di migliaia di famiglie,</span></b></span> </div><div>aprendo la strada a tanti vecchi amici; le centinaia di antiche varietà che stiamo moltiplicando </div><div>con la prima ditta sementiera Biologica</div><div> (<a href="https://www.unagarlanda.it/ditta-sementiera-biologica.html" target="_blank" class="imCssLink">https://www.unagarlanda.it/ditta-sementiera-biologica.html</a>).</div></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><div>Per non parlare di quando Fulvio si mise in testa di <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">spargere il seme di riso sui prati degli erbai:</span></b></span> </div><div><span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">“Ci vuol coraggio a chiamarla semina!!!! Non nascerà nulla”. Così ci dicevano</span></b></span>, </div><div>ma il riso dopo un paio di settimane fece capolino sopra lo strato di erbe marcescenti </div><div><span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2">e nacque il “metodo Stocchi”</span></b></span>,<span class="fs16lh1-5 cf2"><b> insegnato, applicato e studiato in tutto il Mondo</b></span>, </div><div>per dare l’addio definitivo alla chimica e ritrovare la salute dei campi e delle persone (<a href="https://www.unagarlanda.it/ditta-sementiera-biologica.html" target="_blank" class="imCssLink">https://www.unagarlanda.it/ditta-sementiera-biologica.html</a>).</div><div><br></div><div><img class="image-3" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/Lycaena.jpg"  title="" alt="" width="960" height="640" /><br></div><div><br></div><div><br></div><div>Da allora, tanti tipi di riso, miglio, segale, fagioli e centinaia di erbe, arbusti, alberi, batteri, libellule, farfalle colorate, carpe, rane (persino le testuggini palustri), uccelli e…. </div><div>umani (famiglie, agricoltori prima scettici poi convinti, ricercatori, etc.) </div><div>non hanno mai smesso di far “capolino” e contribuiscono a rinnovare la forza da impegnare </div><div>nel nostro quotidiano lavoro per <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">offrire un riso biologico veramente biodiverso e sano</span></b></span>!</div><div><br></div><div><br></div><div><b class="fs20lh1-5 cf1">Bastava, in fondo, crederci e saper aspettare!</b></div></div></div><div><br></div><div><br></div><div><div>Uno dei “falsi miti”, più difficili da sfatare era quello</div><div> legato al “sicuro” disinteresse delle Università, degli enti di ricerca agronomica </div><div>e delle giovani generazioni verso la difficile vita dei campi; </div><div>secondo il pensiero dominante sarebbero state ancora più spaventate </div><div>da un’agricoltura “selvatica” come la nostra, tra mille disagi, scomodità,</div><div> scarse produzioni e tempi lunghissimi.</div><div><br></div><div><b class="fs18lh1-5 cf3">Questa lunga premessa era necessaria per far comprendere con quale gioia, </b></div><div><b class="fs18lh1-5 cf3">ad inizio 2023, abbiamo accolto la visita didattica degli studenti </b></div><div><b class="fs18lh1-5 cf3">del Corso di Laurea Magistrale in Biologia dell’Ambiente del Dipartimento DBIOS </b></div><div><b class="fs18lh1-5 cf3">della Università degli Studi di Torino. </b></div><div><br></div><div><br></div><div>Non era la prima, e non sarà certo l’ultima, visita di questo genere, </div><div>ma ogni volta per noi è una ventata di energia e gioia!!!</div></div><div><br></div><div><img class="image-10" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/incontro-Dbios.jpg"  title="" alt="" width="960" height="640" /><img class="image-9" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/incontro-Dbios--4-.jpg"  title="" alt="" width="960" height="640" /><br></div><div><br></div><div><br></div><div><div>Il gruppo di ragazzi e ragazze, erano guidati dalla professoressa Simona Bonelli, </div><div>la loro docente di “Conservazione degli Invertebrati”. </div><div><br></div><div>Simona è una di quelle, preziosissime, amiche che abbiamo incontrato nel nostro cammino, quando <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">nel 2015</span></b></span>, assieme ai <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">ricercatori dell’ISPRA</span></b></span> (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">iniziò a studiare la biodiversità dei nostri campi</span></b></span> </div><div>e quella presente in altre aziende, risicole e noccioleti, biologiche e convenzionali, </div><div>nell’ambito di un progetto PAN per valutare l’impatto dei fitofarmaci sull’ambiente.</div><div>(<a href="https://www.isprambiente.gov.it/files2020/notizie/presentazioneprogettoSperimentazionePANDAntoni17_1_2020.pdf" target="_blank" class="imCssLink">https://www.isprambiente.gov.it/files2020/notizie/presentazioneprogettoSperimentazionePANDAntoni17_1_2020.pdf</a> )</div></div><div><br></div><div><br></div><div><div><span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">Lo studio</span></b></span> conclusosi nel 2020 <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">evidenziò </span></b></span>livelli di <span class="fs16lh1-5 cf1"><b>naturalità e biodiversità</b></span> </div><div>significativamente maggiori, rispetto alle aziende convenzionali, </div><div>in quelle biologiche e, tra queste, </div><div><b><span class="fs20lh1-5 cf1">Una Garlanda è quella che ha registrato i valori più elevati di agrobiodiversità.</span></b></div><div>(<a href="https://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/rapporti/la-sperimentazione-dellefficacia-delle-misure-del-pan-per-la-tutela-della-biodiversita" target="_blank" class="imCssLink">https://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/rapporti/la-sperimentazione-dellefficacia-delle-misure-del-pan-per-la-tutela-della-biodiversita</a> )</div></div><div><br></div><div><br></div><div><div>Ma grazie a lei, ed agli altri ricercatori del suo dipartimento, dell’ISPRA, </div><div>dell’ARPA Piemonte prima, del DISAA dell’Università di Milano poi, </div><div>abbiamo potuto dare un nome a tutti i nuovi e vecchi amici che da tempo </div><div>erano ricomparsi sui nostri campi, a partire dalla farfalla Lycaena dispar, ai Rumex, </div><div>alla Marsilea Quadrifolia, sino all’Isoëtes malinverniana e alle decine di specie vegetali </div><div>e animali protette dalle normative nazionali e internazionali.</div><div><span class="cf3"><br></span></div><div><img class="image-8" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/farfalla1.jpg"  title="" alt="" width="960" height="720" /><br></div><div><br></div><div>La prof.ssa Bonelli, per altro, è tra i responsabili italiani del <span class="fs16lh1-5 cf1"><b>progetto Butterfly Monitoring Scheme Italia (ITBMS),</b></span> nell’ambito della rete europea di monitoraggio delle farfalle Butterfly Monitoring Scheme (eBMS), di cui noi di <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">Una Garlanda siamo, orgogliosamente, partner</span></b></span>.</div><div>Il “transetto” di monitoraggio, dove ci divertiamo a osservare e contar farfalle </div><div>tra le nostre risaie, è stata una tappa del percorso degli studenti del DBIOS, </div><div>che hanno poi visitato le parcelle che abbiamo dedicato al progetto “Riso Resiliente” </div><div>in collaborazione con Rete Semi Rurali (RSR). </div><div><br></div><div>Qui un altro amico, il Dott. Michele Salvan, che proprio al DBIOS </div><div>sta svolgendo un dottorato di ricerca di 3 anni dedicato al tema </div><div>“Biodiversità ed Agrobiodiversità per promozione della resilienza ai cambiamenti climatici</div><div> in risicoltura”, ha spiegato il recupero, la moltiplicazione e la coltivazione di antiche varietà di riso, sino alle prime prove di “miscugli di varietà”, che da diversi anni stiamo realizzando, </div><div>prima da soli e poi con gli amici di RSR. </div><div>(<a href="https://rsr.bio/eventi/la-festa-del-riso-e-della-biodiversita/" target="_blank" class="imCssLink">https://rsr.bio/eventi/la-festa-del-riso-e-della-biodiversita/</a> ).</div></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><div><span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">A proposito di giovani e ricerca, </span></b></span></div><div>quello del DBIOS è uno dei 3 dottorati universitari triennali che stanno, </div><div>attualmente, studiando i nostri campi ma, degli altri 2 in corso, </div><div>rispettivamente, presso l’<span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">Università degli Studi di Milano e l’Università del Piemonte Orientale</span></b></span>, torneremo a parlare prossimamente su questo blog.</div><div><br></div><div><img class="image-6" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/Emys.jpg"  title="" alt="" width="960" height="669" /><img class="image-7" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/casetta.jpg"  title="" alt="" width="960" height="640" /><br></div><div><br></div><div>Non potevano mancare i sopralluoghi nelle risaie ricoperte dagli erbai multiessenze </div><div>che crescono tra le migliaia di alberi e arbusti, agli argini inerbiti spontaneamente, </div><div>passando dall’<span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">oasi Emys</span></b></span> (<a href="https://www.unagarlanda.it/oasi-emys-unagarlanda.html" target="_blank" class="imCssLink">https://www.unagarlanda.it/oasi-emys-unagarlanda.html</a>), </div><div>gli stagni e il lago dell’area umida sperimentale con &nbsp;la <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">casa di terra e paglia</span></b></span> (<a href="https://www.facebook.com/hashtag/casettainpaglia" target="_blank" class="imCssLink">https://www.facebook.com/hashtag/casettainpaglia</a>) </div><div>fino ai <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">magazzini isolati con pareti rivestite di paglia di riso e argilla</span></b></span> </div><div>e alla <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">riseria aziendale che, con i suoi strumenti artigianali</span></b></span> permette di lavorare il riso </div><div>rispettandone le proprietà nutritive e riducendo al minimo ogni spreco (<a href="https://www.unagarlanda.it/perche-una-garlanda.html" target="_blank" class="imCssLink">https://www.unagarlanda.it/perche-una-garlanda.html</a>) </div><div>e dove ci ha raggiunto un altro amico di questo nostro cammino, </div><div>il Dott. Enrico Rivella di ARPA Piemonte.</div><div><br></div><div><img class="image-5" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/incontro-Dbios--2-.jpg"  title="" alt="" width="960" height="720" /><br></div><div>L’interesse e il sano coinvolgimento con cui gli studenti ci “interrogavano” sul nostro lavoro </div><div>e la nostra passione, mirato a capire come divulgarne il più possibile i principi e la pratica, </div><div>ci hanno fatto constatare, per l’ennesima volta, che i tempi dei dubbi, </div><div>dello scetticismo sono ormai un fastidioso rumore di sottofondo sempre più lontano </div><div>e che <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">le basi per un presente e un futuro migliore sono solide</span></b></span>: </div><div>una vera gioia per il corpo e per lo spirito!!!</div><div><br></div><div><img class="image-0" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/lencino.jpg"  title="" alt="" width="450" height="600" /><br></div><div>Riuniti davanti a un risotto a base dell’antica varietà Lencino</div><div>(<a href="https://www.unagarlanda.it/e-shop/prodotto/eroico2022lencino/" target="_blank" class="imCssLink">https://www.unagarlanda.it/e-shop/prodotto/eroico2022lencino/</a> ),</div><div> il nostro “<span class="fs16lh1-5 cf1"><b>EROICO 2022</b></span>”, abbiamo avuto la sensazione e la certezza </div><div>che i “semi” erano molti di più di quelli messi nella pentola e che, </div><div>nelle stagioni del nuovo anno, germoglieranno con forza, </div><div>facendo crescere questa bella comunità per un cibo e un’ambiente veramente sani e naturali!!!</div><div><br></div><div><br></div><div>Grazie Simona, grazie ragazze e ragazzi del DBIOS!!!!</div></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 30 Jan 2023 15:50:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[PIU’ BUONI MA SOPRATTUTTO… MENO “SPRECONI”!]]></title>
			<author><![CDATA[unagarlanda-risobiologico]]></author>
			<category domain="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/blog/index.php?category=informazioni"><![CDATA[informazioni]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000009"><div><b><span class="fs22lh1-5 cf1">PIU’ BUONI MA SOPRATTUTTO…</span></b></div><div><b><span class="fs22lh1-5 cf1">MENO “SPRECONI”!</span></b></div><div><div data-line-height="1" class="lh1 imTARight"><i class="fs9lh1">Essere economi non vuol dire risparmiare di continuo,</i></div><div data-line-height="1" class="lh1 imTARight"><i class="fs9lh1">ma evitare di continuo gli sprechi.</i></div><div data-line-height="1" class="lh1 imTARight"><i class="fs9lh1">Leopoldo J. Arosemena</i></div></div><div><br></div><div><div>Questo 2022 non è stato un anno semplice!</div></div><div><div>La pandemia prima, le guerre e la siccità, poi e, infine, le speculazioni </div><div>hanno travolto anche il mondo del riso. </div><div>Molti l’han definita la “…la tempesta perfetta, uno tsunami che ci ha travolti…” (<a href="https://www.enterisi.it/upload/enterisi/gestionedocumentale/Risicoltore09-2022_784_102055.pdf" target="_blank" class="imCssLink">https://www.enterisi.it/upload/enterisi/gestionedocumentale/Risicoltore09-2022_784_102055.pdf</a>).</div></div><div><img class="image-3" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/Grave-siccita-20220804_181017.jpg"  title="" alt="" width="960" height="720" /><br></div><div><br></div><div><div>Così… “I costi dei risicoltori alle stelle” </div><div>(<a href="https://www.risoitaliano.eu/i-costi-dei-risicoltori-alle-stelle/" target="_blank" class="imCssLink">https://www.risoitaliano.eu/i-costi-dei-risicoltori-alle-stelle/</a>) e</div><div> “La produzione di riso crolla di oltre il 30%” </div><div>(<a href="https://www.ilsole24ore.com/art/la-produzione-riso-crolla-oltre-30percento-e-ora-e-allarme-scorte-AEdUwu7B?refresh_ce=1" target="_blank" class="imCssLink">https://www.ilsole24ore.com/art/la-produzione-riso-crolla-oltre-30percento-e-ora-e-allarme-scorte-AEdUwu7B?refresh_ce=1</a>) e tanti colleghi, purtroppo, </div><div>han scelto di non coltivare riso, altri di tornare alla chimica </div><div>e tutti hanno dovuto aumentare i prezzi: “<span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">Riso, prezzi raddoppiati in un anno</span></b></span>” (<a href="https://agronotizie.imagelinenetwork.com/agricoltura-economia-politica/2022/11/17/riso-prezzi-raddoppiati-in-un-anno/77623" target="_blank" class="imCssLink">https://agronotizie.imagelinenetwork.com/agricoltura-economia-politica/2022/11/17/riso-prezzi-raddoppiati-in-un-anno/77623</a>).</div></div><div><img class="image-0" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/raccicurarvi-che-si-contiunua...-20220607_194349.jpg"  title="" alt="" width="825" height="619" /><br></div><div><br></div><div><div> </div><div>Ma vogliamo rassicurarvi subito!!!</div><div><span class="fs20lh1-5 cf1"><b>Noi CONTINUIAMO E CONTINUEREMO a produrre </b></span></div><div><span class="fs20lh1-5 cf1"><b>riso Biologico, Biodiverso e sostenibile, per noi, per voi e per tutti, </b></span></div><div><span class="fs20lh1-5 cf1"><b>con ancor più forza e convinzione!</b></span></div></div><div><span class="fs20lh1-5 cf1"><b><br></b></span></div><div><div> </div><div>Questo grazie alle scelte fatte da più di 20 anni:</div><div>- Le <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">varietà antiche</span></b></span>, recuperate, moltiplicate e coltivate con decenni di lavoro (<a href="https://www.unagarlanda.it/ditta-sementiera-biologica.html" target="_blank" class="imCssLink">https://www.unagarlanda.it/ditta-sementiera-biologica.html</a>), si sono adattate, </div><div>con le loro memorie centenarie, anche a queste nuove emergenze. &nbsp;</div><div><img class="image-1" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/varieta-antiche-20220901_151107.jpg"  title="" alt="" width="823" height="617" /><br></div><div><br></div><div><div>- La “<span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">pacciamatura verde</span></b></span>” che, tra l’altro, ci fa risparmiare il 65% di acqua, </div><div>è stata provvidenziale, garantendo alle piantine di riso quel minimo di umidità </div><div>per la loro resistenza! </div><div>(<a href="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/blog/index.php?-quel-prato-che-fa-crescere-il-riso-biologico-" target="_blank" class="imCssLink">https://www.unagarlanda.it/risorseblog/blog/index.php?-quel-prato-che-fa-crescere-il-riso-biologico-</a>)</div></div></div><div><img class="image-2" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/pacciamatura-V.-20210509_150114.jpg"  title="" alt="" width="835" height="626" /><br></div><div><br></div><div><div>- Gli oltre 35 km di filari di alberi, arbusti e siepi che, in tanti anni, </div><div>abbiamo piantato persino dentro le risaie, sono stati i migliori alleati del nostro riso, </div><div>assicurandogli un po’ di frescura per la sopravvivenza! (<a href="https://www.unagarlanda.it/piantumazione-unagarlanda.html" target="_blank" class="imCssLink">https://www.unagarlanda.it/piantumazione-unagarlanda.html</a>).</div></div><div><img class="image-4" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/alberi-20220811_183535.jpg"  title="" alt="" width="846" height="635" /><br></div><div><br></div><div><div>Tutto ciò ha attenuato, seppur parzialmente, gli inevitabili aumenti di costi e prezzi. </div><div>Il resto lo abbiamo fatto noi, convinti che il riso e gli alimenti veramente BIO e sani </div><div>devono essere alla portata tutti e come disponibilità e accessibilità!</div></div><div><br></div><div><br></div><div><div>In effetti, quello attuale, è un momento di grave crisi alimentare </div><div>e l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), </div><div>nel rapporto 2022 “Lo stato della sicurezza alimentare e della nutrizione nel mondo” (SOFI), </div><div>ha presentato numeri veramente sconfortanti:</div><div>- 828 milioni di persone hanno sofferto la fame nel 2021, 150 milioni in più del 2019.</div><div>- 2,3 miliardi di persone (29,3%) sono in una situazione di insicurezza alimentare</div><div>- 3,1 miliardi di persone non possono lontanamente permettersi una dieta sana.</div><div>- 2,3 milioni di bambini muoiono di fame ogni anno!</div><div>(<a href="https://www.fao.org/newsroom/detail/un-report-global-hunger-SOFI-2022-FAO/it" target="_blank" class="imCssLink">https://www.fao.org/newsroom/detail/un-report-global-hunger-SOFI-2022-FAO/it</a>).</div></div><div><br></div><div><br></div><div><div>Ma è ancor più sconfortante conoscere il rovescio della medaglia: lo spreco di cibo!</div><div> </div><div>La stessa FAO ci fa sapere che a livello globale:</div><div>- il 14% del cibo prodotto viene perso tra il raccolto e la vendita al dettaglio (Food Loss)</div><div>- il 17% della produzione alimentare globale totale viene letteralmente sprecato a livello </div><div>del dettagliante e dei consumatori (Food Waste)</div><div>(<a href="https://www.fao.org/platform-food-loss-waste/flw-events/international-day-food-loss-and-waste/en" target="_blank" class="imCssLink">https://www.fao.org/platform-food-loss-waste/flw-events/international-day-food-loss-and-waste/en</a>).</div></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><div>In generale ogni anno sprechiamo una percentuale compresa tra il 33% e il 40% </div><div>della produzione mondiale di cibo, per un valore di circa 600 miliardi di Euro </div><div>che incide per il 10% circa delle emissioni mondiali di gas serra!!! (<a href="https://www.mckinsey.com/industries/consumer-packaged-goods/our-insights/reducing-food-loss-what-grocery-retailers-and-manufacturers-can-do" target="_blank" class="imCssLink">https://www.mckinsey.com/industries/consumer-packaged-goods/our-insights/reducing-food-loss-what-grocery-retailers-and-manufacturers-can-do</a>)</div></div><div><br></div><div><br></div><div><img class="image-5" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/parlano-di-sprechi-..20221006_133829.jpg"  title="" alt="" width="319" height="425" /><img class="image-6" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/impianto-artigianale20221114_085654.jpg"  title="" alt="" width="568" height="426" /><br></div><div><br></div><div><div>Noi di Una Garlanda, nel nostro piccolo, cerchiamo ogni giorno di lottare contro questo scempio!</div><div><br></div><div>Per il “Food Loss”, da produttori, abbiamo accorciato al massimo la filiera, </div><div>tutta all’interno dell’azienda: il risone dai nostri campi, viene portato nell’aia, </div><div>essiccato e riposto, a pochi passi, nei magazzini, ristrutturati per garantire una ottima conservazione. A fronte degli ordini, ogni volta viene prelevata la giusta quantità, per una lavorazione ad hoc nella nostra riseria artigianale che permette di ridurre eventuali sprechi, insacchettata e spedita (<a href="https://www.unagarlanda.it/perche-una-garlanda.html" target="_blank" class="imCssLink">https://www.unagarlanda.it/perche-una-garlanda.html</a>).</div><div><br></div><div><img class="image-7" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/bioedilizia-20220219_105428.jpg"  title="" alt="" width="787" height="449" /><br></div><div><br></div><div><br></div><div><img class="image-13" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/grana-verde-per-animali-20220417_115405.jpg"  title="" alt="" width="443" height="332" /><img class="image-14" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/animali-20220812_160200.jpg"  title="" alt="" width="294" height="331" /><br></div><div><img class="image-15" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/animali-20220327_183931.jpg"  title="" alt="" width="738" height="554" /><br></div><div><br></div><div>Gli scarti della lavorazione vengono riutilizzati:</div><div>- la “grana verde” come alimento animale,</div><div>- la lolla, biodegradabile e isolante naturale, viene rimessa come ammendante nei campi, usata per intonaci (e ci stiamo attrezzando per utilizzarla come combustibile per gli essiccatoi),</div><div>- crusca e farinaccio per estrarre il prezioso olio di germe di riso.</div><div>- la paglia di riso, la utilizziamo, assieme alla terra e al legno, per costruzioni integralmente sostenibili (<a href="https://www.facebook.com/hashtag/casettainpaglia" target="_blank" class="imCssLink">https://www.facebook.com/hashtag/casettainpaglia</a>) e per i nostri animali!</div></div><div><br></div><div><img class="image-8" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/casetta-di-paglia-fondamenta.jpg"  title="" alt="" width="808" height="606" /><br></div><div><br></div><div><img class="image-9" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/casetta-bioedilizia20220902_150237.jpg"  title="" alt="" width="811" height="608" /><br></div><div><br></div><div><img class="image-10" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/casetta-bioedilizia20220728_092606.jpg"  title="" alt="" width="372" height="496" /><br></div><div><br></div><div><br></div><div><div>A livello di Food Waste, abbiamo pensato anche </div><div><span class="fs20lh1-5"><b><span class="cf1">“Le “10 PORZIONI DI SALUTE E BIODIVERSITA’” di Una Garlanda!!!!</span></b></span></div></div><div><br></div><div><div>Ogni volta che abbiamo proposto, in cascina o altrove, i nostri risotti o piatti unici </div><div>ed anche quando il riso integrale “Una Garlanda” venne utilizzato dalla ricerca biomedica, </div><div>in studi clinici internazionali, all’interno di diete dimostratesi efficaci nella prevenzione </div><div>e cura di importanti malattie, la dose media utilizzata è stata sempre di circa 85 g </div><div>(<a href="Nutr Metab (Lond). 2014 Aug 25;11:39 - https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/25302069/" target="_blank" class="imCssLink">Nutr Metab (Lond). 2014 Aug 25;11:39 - https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/25302069/</a>).</div></div><div><br></div><div><div>Ecco, quindi, LE 10 PORZIONI nelle nuove confezioni da 850 g che permettono ridurre </div><div>sia i tempi di consumo, migliorando la conservazione, sia gli sprechi!!!</div></div><div><br></div><div><img class="image-11" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/boxnatalizio.jpg"  title="" alt="" width="960" height="960" /><br></div><div><br></div><div><div>Non solo, ma abbiamo pensato che, persino il Natale, durante il quale, in Italia, </div><div>ogni anno si gettano, purtroppo, circa 500.000 tonnellate di cibo </div><div>(<a href="https://www.aiesec.it/quanto-si-spreca-in-italia-a-natale/" target="_blank" class="imCssLink">https://www.aiesec.it/quanto-si-spreca-in-italia-a-natale/</a>), </div><div>può trasformarsi in un momento di lotta allo spreco!</div><div><br></div><div>In questo periodo di “pacchi e pacchetti”, farciti smaniosamente di cose, </div><div>ma spesso vuoti di senso, abbiamo riempito 3 piccoli “scrigni” con quanto </div><div>di più prezioso potevamo offrire; i frutti della terra, della natura e della sua biodiversità </div><div>e del lavoro rispettoso dell’uomo e dell’ambiente!</div><div><br></div><div>I 3 contenitori, ISOETES, LICAENA E EMYS pieni dei nostri principi e </div><div>dei prodotti biodiversi di Una Garlanda, oppure le varietà “EROICHE” </div><div>quest’anno accresciute di un nuovo elemento: il Riso Lencino </div><div>( <a href="https://www.unagarlanda.it/eroico-riso-antico.html" target="_blank" class="imCssLink">https://www.unagarlanda.it/eroico-riso-antico.html</a> ) </div><div>sono disponibili per chi vorrà condividere un dono di salute e biodiversità, </div><div>segno concreto di amore per l’ambiente, lotta allo spreco e valori che restano per sempre! (<a href="https://www.unagarlanda.it/negozio/" target="_blank" class="imCssLink">https://www.unagarlanda.it/negozio/</a>).</div></div><div><img class="image-12" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/per-concludere-DSC_0533.jpg"  title="" alt="" width="960" height="640" /><br></div><div><br></div><div><div>Per questo Natale per il Nuovo Anno, quindi, Vi auguriamo e ci auguriamo </div><div>di essere tutti più buoni, ma soprattutto… MENO “SPRECONI” !!!!</div></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 01 Dec 2022 14:24:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il RISO BIO È TUTTO UGUALE? NO QUALCUNO E’ BIO… DIVERSO!!!]]></title>
			<author><![CDATA[unagarlanda-risobiologico]]></author>
			<category domain="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/blog/index.php?category=informazioni"><![CDATA[informazioni]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000008"><div><b class="fs22lh1-5 cf1">Il RISO BIO È TUTTO UGUALE?</b></div><div><b class="fs22lh1-5 cf1">NO QUALCUNO E’ BIO… DIVERSO!!!</b></div><div> </div><div> </div><div data-line-height="1.15" class="lh1-15 imTARight"><i class="fs12lh1-15">“Potete giudicare quanto intelligente è un uomo dalle sue risposte.</i></div><div data-line-height="1.15" class="lh1-15 imTARight"><i class="fs12lh1-15">Potete giudicare quanto è saggio dalle sue domande”</i></div><div data-line-height="1.15" class="lh1-15 imTARight"><i class="fs12lh1-15">Naguib Mahfuz</i></div><div><br></div><div><div>La storia di Una Garlanda </div><div>(<a href="https://www.unagarlanda.it/aziendaunagarlanda.html" class="imCssLink">https://www.unagarlanda.it/aziendaunagarlanda.html</a>) <br>testimonia i valori in cui crediamo e che, dagli anni ’90, <br>ci hanno spinto a cercare una agricoltura veramente sostenibile e, tra l’altro, <br>ad aderire <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">nel 2002</span></b></span>, al <span class="fs16lh1-5 cf1"><b>Regime </b></span>UE di <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">Agricoltura Biologica UE</span></b></span>.</div><div><br></div><div>Abbiamo “insegnato” a centinaia di agricoltori, <br>convincendoli a convertire le loro aziende al sistema “biologico”; <br>nelle nostre terre, e non solo, <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">siamo considerati dei pionieri</span></b></span>.</div><div><br></div><div>Le riflessioni di questo post, basate su fonti scientifiche autorevoli, <br>provengono, quindi, da chi, come noi, è al di sopra di ogni sospetto <br>e preferisce, ogni giorno, il prodotto BIO a qualsiasi altro prodotto.</div><div><br></div><div>Nel nostro faticoso cammino, senza compromessi nemmeno quando, <br>nei primi anni, perdevamo interi raccolti, abbiamo sempre inteso <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">ogni nuova conquista</span></b></span><br>(certificazione BIO, semi antichi e BIO, riforestazione, pacciamatura verde, etc.), <br>non come un punto di arrivo, bensì come una tappa di un <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">percorso </span></b></span>infinito <br><span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">di miglioramento</span></b></span><span class="fs16lh1-5"> di noi stessi e dell’ambiente.</span><br></div><div><br></div><div>E non abbiamo mai smesso di porci domande; <br>“potevamo fare di più? È la soluzione migliore?”.</div><div><br></div><div> </div><div>Il nostro umile consiglio, quindi, è di porsi sempre delle domande e, <br>da storici consumatori e produttori BIO, pensiamo che, senza fermarsi, <br>alla pur importante etichetta, sarebbe utile chiedersi…<br><div><span class="cf1"><b class="fs20lh1-5">“TUTTI I RISI BIO E TUTTI I PRODOTTI BIO SONO UGUALI?”</b></span></div><div><span class="cf1"><b class="fs20lh1-5">Chiaramente NO!!! Proviamo a vedere perché.</b></span><br><br><img class="image-0" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/20220901_150308.jpg"  title="" alt="" width="900" height="675" /></div><div><br><div>Innanzitutto, anche se questo forse è il problema minore, <br>molti pensano che il prodotto BIO contenga solo sostanze naturali, ma il <span class="fs16lh1-5"><b>reg. UE 2018/848 </b></span></div><div>(<a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=celex%3A32018R0848" target="_blank" class="imCssLink">https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=celex%3A32018R0848</a>) </div><div>prescrive che almeno il 95% degli ingredienti di un prodotto BIO sia di origine agricola e BIO; </div><div>il 5% di ingredienti NON BIO è ammesso. </div><div><br></div><div>Questa percentuale può abbassarsi qualora una parte </div><div>di quel 95% del prodotto confezionato in Italia provenga da nazioni extra UE </div><div>dove la percentuale minima richiesta può scendere anche al 70% (USA).</div></div></div></div><div><br></div><div><div>Ma restiamo sul semplice! </div><div>Sul prodotto mono-ingrediente agricolo come il riso.</div><div>Non affrontiamo il problema del “Falso BIO”, di chi froda la legge, </div><div>fenomeno diffuso e documentato da inchieste giornalistiche (<a href="https://www.rai.it/programmi/report/inchieste/I-bio-furbi-riso-76f0a316-db68-4393-ac03-2d02c7e23ae6.html" target="_blank" class="imCssLink">https://www.rai.it/programmi/report/inchieste/I-bio-furbi-riso-76f0a316-db68-4393-ac03-2d02c7e23ae6.html</a>) e giudiziarie (<a href="https://greenplanet.net/inchiesta-bad-juice-la-procura-di-pisa-ricostruisce-la-maxifrode-del-succo-bio/" target="_blank" class="imCssLink">https://greenplanet.net/inchiesta-bad-juice-la-procura-di-pisa-ricostruisce-la-maxifrode-del-succo-bio/</a>); </div><div>questi crimini non meritano riflessioni ma solo una ferma condanna!</div><div>Restiamo nell’ambito del Biologico legalmente corretto.</div></div><div><br></div><div><img class="image-1" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/20220901_145928.jpg"  title="" alt="" width="468" height="351" /><img class="image-2" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/20221004_171920.jpg"  title="" alt="" width="469" height="352" /><br></div><div><br></div><div><div><b><span class="fs20lh1-5 cf1">ORIGINE</span></b></div><div><span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">Una Garlanda vende solo il riso lavorato e confezionato </span></b></span></div><div><span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">nella propria riseria aziendale che lavora solo risone coltivato nei suoi terreni, noti e visitabili.</span></b></span></div><div><br></div><div>Ma nel BIO è sempre così?</div><div>La legge nazionale (<a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/07/08/20A03521/sg" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/07/08/20A03521/sg', width: 1920, height: 1080, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink">https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/07/08/20A03521/sg</a>) </div><div>obbliga l’indicazione in etichetta del Paese di origine del riso. </div><div>Ma è possibile che un’azienda BIO, venda a proprio marchio del riso proveniente </div><div>da aziende BIO di altre province e regioni, senza che il cittadino </div><div>possa sapere dove sia stato coltivato. </div><div><br></div><div>Spesso il risone viene lavorato in riserie non esclusive BIO e, pur con tutte le attenzioni, </div><div>vi è sempre il rischio di contaminazione con prodotti chimici.</div></div><div><br></div><div><img class="image-4" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/IMG_0192.jpg"  title="" alt="" width="717" height="478" /><br></div><div><img class="image-3" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/20220804_180831.jpg"  title="" alt="" width="717" height="538" /><br></div><div><br></div><div><div><span class="fs20lh1-5"><b><span class="cf1">IL SEME</span></b></span></div><div><span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">Una Garlanda utilizza esclusivamente semi certificati BIO e varietà antiche e/o da conservazione</span></b></span>, visto che l’agricoltura è responsabile della perdita del 75% delle piante </div><div>ed animali estintisi negli ultimi secoli (<a href="wwf 2018 - https://www.worldwildlife.org/pages/living-planet-report-2018" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'wwf 2018 - https://www.worldwildlife.org/pages/living-planet-report-2018', width: 1920, height: 1080, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink">wwf 2018 - https://www.worldwildlife.org/pages/living-planet-report-2018</a>) e che la FAO ci ricorda che “le varietà storiche </div><div>e la biodiversità sono le basi per la sopravvivenza dei nostri sistemi alimentari” (<a href="https://www.fao.org/3/CA3129EN/CA3129EN.pdf" target="_blank" class="imCssLink">https://www.fao.org/3/CA3129EN/CA3129EN.pdf</a>).</div><div><br></div><div>Sarà così per tutto il Riso BIO…</div><div>Macché!!! Anzi sembrerebbe proprio di no! </div><div>Il Regolamento UE sul Biologico, anche il più recente del 2018, permette agli agricoltori BIO </div><div>di utilizzare semi da agricoltura chimica, previa richiesta di deroga; </div><div>il CREA ci fa sapere che <span class="fs16lh1-5"><i>“nel 2016 sono state concesse quasi 60mila deroghe </i></span></div><div><span class="fs16lh1-5"><i>ad agricoltori BIO, pari quasi al 94% delle richieste, per 168mila tonnellate di semi non bio, aumentate del 25% nel 2017”</i></span> (<a href="https://www.crea.gov.it/documents/68457/0/Annuario_2017+%281%29.pdf/1fd6e07f-268e-982e-b8ae-7acf9c5f6911?t=1579705767599" target="_blank" class="imCssLink">https://www.crea.gov.it/documents/68457/0/Annuario_2017+%281%29.pdf/1fd6e07f-268e-982e-b8ae-7acf9c5f6911?t=1579705767599</a>).</div><div><br></div><div><span class="fs16lh1-5 cf1"><b>Statisticamente è molto probabile che un Riso BIO provenga da un Seme NON BIO!</b></span></div><div><span class="fs16lh1-5 cf1"><b>Estremamente raro trovare, poi, del Riso BIO da varietà antiche!!!</b></span></div></div><div><span class="fs16lh1-5 cf1"><b><br></b></span></div><div><span class="fs16lh1-5 cf1"><b><br></b></span></div><div><img class="image-6" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/20220901_151135.jpg"  title="" alt="" width="544" height="408" /><span class="fs16lh1-5 cf1"><b><br></b></span></div><div><img class="image-8" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/IMG_0245.jpg"  title="" alt="" width="546" height="364" /><br></div><div><br></div><div></div><div><div><span class="fs20lh1-5 cf1"><b>CONCIMAZIONE</b></span></div><div>I terreni argillosi di Una Garlanda, nella Baraggia, venivano definiti “privi di sussistenza”, </div><div>ma noi <span class="fs16lh1-5 cf1"><b>non usiamo nessun concime organico animale (letame o pollina) </b></span></div><div><span class="fs16lh1-5 cf1"><b>e ricostruiamo le fertilità con rotazioni, sovesci con leguminose </b></span></div><div><span class="fs16lh1-5 cf1"><b>e affidandoci al recupero dell’ambiente naturale.</b></span></div><div><br></div><div>In agricoltura biologica si possono, ad esempio, utilizzare anche letame, </div><div>pollina ed effluenti di allevamenti (purché non industriali); </div><div>sono ammessi anche quelli provenienti da allevamenti convenzionali </div><div>(animali trattati con antibiotici, prodotti chimici, etc.).</div><div>(<a href="https://orgprints.org/id/eprint/7808/1/Zootbiol_WP8.pdf" target="_blank" class="imCssLink">https://orgprints.org/id/eprint/7808/1/Zootbiol_WP8.pdf</a>)</div></div><div><br></div><div><img class="image-9" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/20220930_085851.jpg"  title="" alt="" width="624" height="832" /><br></div><div><img class="image-5" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/20221012_152421.jpg"  title="" alt="" width="624" height="468" /><img class="image-7" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/20221012_154044.jpg"  title="" alt="" width="625" height="469" /><br></div><div><br></div><div><div><b class="fs20lh1-5 cf1">TRATTAMENTI</b></div><div><span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">Chi ci conosce sa che da 20 anni non usiamo nessun tipo di trattamento fitosanitario, </span></b></span></div><div><span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">né chimico di sintesi, né “naturale”, sul riso coltivato e lavorato.</span></b></span></div><div><span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1"><br></span></b></span></div><div>Ma biologico significa al 100% senza pesticidi?</div><div>Anche qui la risposta è: NO!!!</div><div><br></div><div>La legge consente l’uso in agricoltura biologica di una serie di prodotti e principi attivi, </div><div>dalla riconosciuta azione fungicida o insetticida, ne elenchiamo solo alcuni come esempio:</div><div>- <span class="fs16lh1-5"><i>Azadiractina </i></span>estratta da Azadirachta indica (albero del neem). </div><div><br></div><div>Un principio attivo classificato come insetticida. </div><div>Importanti studi hanno evidenziato un effetto subletale e un impatto sulla sopravvivenza </div><div>di un importante insetto impollinatore, il Bombus terrestris (<a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/25300506/" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/25300506/', width: 1920, height: 1080, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink">https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/25300506/</a>) mentre non si escludono analoghi effetti </div><div>sulle api (<a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30296754/" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30296754/', width: 1920, height: 1080, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink">https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30296754/</a>)</div><div><br></div><div>- Piretrine estratte da <span class="fs16lh1-5"><i>Chrysanthemum </i></span><span class="fs16lh1-5"><i>cinerariaefolium </i></span>e piretroidi </div><div>(solo deltametrina o lambdacialotrina), questi solo in trappole attrattive. </div><div>Sono insetticidi non selettivi ad ampio spettro, poco persistenti, </div><div>ma che presentano valori di PNEC (Predicted No Effect Concentration) molto bassi, </div><div>con un profilo eco-tossicologico problematico per gli organismi acquatici e gli artropodi (<a href="https://www.risoitaliano.eu/quanto-sono-bio-quei-pesticidi/" target="_blank" class="imCssLink">https://www.risoitaliano.eu/quanto-sono-bio-quei-pesticidi/</a>).</div><div><br></div><div>- Microorganismi quali ad esempio i diversi ceppi di <span class="fs16lh1-5"><i>Bacillus thuringiensis</i></span> (BT) </div><div>e il bio-insetticida Beauveria bassiana. Alcune tossine del BT </div><div>hanno mostrato effetti avversi sui mammiferi </div><div>(<a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/10441029/" target="_blank" class="imCssLink">https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/10441029/</a>) e in generale altri studi affermano</div><div> “che non ci sono basi per affermare con certezza che le tossine del BT siano sicure per l’essere umano” (https://gmoscience.org/2015/08/10/is-bt-toxin-safe/).</div><div><br></div><div>Sono inoltre ammessi anche alcuni prodotti chimici di sintesi come </div><div>il Fosfato diammonio (ammesso solo nelle trappole) o semiochimici come i feromoni, </div><div>classificati dalla letteratura scientifica per le proprietà irritanti e/o sensibilizzanti per la cute </div><div>e/o pericolose per l’ambiente (<a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/10441029/" target="_blank" class="imCssLink">https://www.scientific.net/AMR.354-355.256, https://www.portaleconsulenti.it/i-semiochimici-in-agricoltura/</a>).</div></div><div><br></div><div><img class="image-10" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/20220901_145546.jpg"  title="" alt="" width="900" height="675" /><br></div><div><div><b><span class="fs20lh1-5 cf1"><br></span></b></div><div><b><span class="fs20lh1-5 cf1">BIO O BIODIVERSO?</span></b></div><div>Piantare 35 km di filari di alberi, arbusti e siepe autoctone, anche dentro le risaie </div><div>realizzando il <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">primo esempio europeo di risaia in agroforestry</span></b></span> (<a href="https://www.unagarlanda.it/piantumazione-unagarlanda.html" target="_blank" class="imCssLink">https://www.unagarlanda.it/piantumazione-unagarlanda.html</a>), </div><div>assicurare una copertura verde continua ai nostri campi </div><div>(<a href="https://www.unagarlanda.it/il-metodostocchi.html" target="_blank" class="imCssLink">https://www.unagarlanda.it/il-metodostocchi.html</a>), </div><div>veder tornare piante e animali scomparsi </div><div>(<a href="https://www.unagarlanda.it/servizi-ecosistemici.html" target="_blank" class="imCssLink">https://www.unagarlanda.it/servizi-ecosistemici.html</a>), </div><div>reintrodurre specie in via di estinzione (come l’Emys orbicularis) </div><div>(<a href="https://www.unagarlanda.it/oasi-emys-unagarlanda.html" target="_blank" class="imCssLink">https://www.unagarlanda.it/oasi-emys-unagarlanda.html</a>), </div><div>rimettere in campo centinaia di antiche varietà di riso</div><div> (<a href="https://www.unagarlanda.it/scienza-e-ricerca.html" target="_blank" class="imCssLink">https://www.unagarlanda.it/scienza-e-ricerca.html</a>) </div><div>sono state per noi le conseguenze etiche inevitabili della scelta dell’agricoltura BIO e sostenibile.</div><div><br></div><div>Ma tutto questo, a parte le siepi come barriera in caso di vicinanza di agricoltori convenzionali, nelle leggi BIO non è obbligatorio ma solo raccomandato: </div><div>si può essere BIO senza far nulla di tutto ciò!</div></div><div><br></div><div><br></div><div><div>Noi di Una Garlanda abbiamo, ormai, l’abitudine di porci e porre tutte le giuste domande, </div><div>prima di ogni scelta, per poter distinguere e renderla consapevole.</div><div>Pensiamo quindi che <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">sia un Vostro diritto conoscere tutto del nostro riso con un’etichetta veramente trasparente e aprendovi le porte della nostra azienda.</span></b></span></div><div><br></div><div><img class="image-12" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/20220930_191458.jpg"  title="" alt="" width="488" height="650" /><img class="image-13" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/20221001_111645.jpg"  title="" alt="" width="375" height="500" /><br></div><div><br></div><div>Per fortuna cresce il numero di agricoltori biologici che hanno scelto questo percorso|</div></div><div><br></div><div><div>Solo così ogni cittadino, dopo aver cercato il logo verde Agricoltura biologica UE, </div><div>potrà trovare le risposte a tutte le sue giuste domande, </div><div>distinguere e scegliere qual è il riso migliore per lui, per la sua famiglia, </div><div>il riso BIO per i neonati e per il futuro, offrendo il suo contributo consapevole </div><div>e integrale alla ricostruzione dell’ambiente e alla tutela della salute di tutti!</div></div><div><br></div><div><img class="image-14" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/20220928_185428.jpg"  title="" alt="" width="375" height="500" /><img class="image-15" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/20221006_133829.jpg"  title="" alt="" width="375" height="500" /><br></div><div><img class="image-17" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/20220929_175104.jpg"  title="" alt="" width="375" height="500" /><img class="image-16" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/20221014_180231.jpg"  title="" alt="" width="375" height="500" /><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 16 Nov 2022 16:34:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La biodiversità certificata]]></title>
			<author><![CDATA[unagarlanda-risobiologico]]></author>
			<category domain="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/blog/index.php?category=informazioni"><![CDATA[informazioni]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000007"><div><span class="fs22lh1-5"><b><span class="cf1">La biodiversità certificata</span></b></span></div><div><span class="fs22lh1-5"><b><span class="cf1"><br></span></b></span></div><div><div>Con il termine “Biodiversità”, (abbreviazione di “diversità biologica”), <br>usato per la prima volta nel 1988 dall’entomologo americano Edward O. Wilson, <br>si suole indicare, <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2">la varietà degli esseri viventi che popolano il nostro Pianeta, </span><span class="cf2"><br></span><span class="cf2">quale risultato di lunghi e complessi processi evolutivi.</span></b></span></div><div>Altro non è, quindi, che la <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2">ricchezza di vita sulla terra</span></b></span>: <br>i milioni di piante, animali e microrganismi, i geni che essi contengono, <br>i complessi ecosistemi che essi costituiscono nella biosfera.</div></div><div><img class="image-0" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/IMG_6019.jpg"  title="" alt="" width="960" height="640" /><br></div><div><br></div><div><br></div><div><div>Un mondo in divenire del quale l'essere umano fa parte e sul quale l'umanità ha ritagliato i suoi spazi </div><div>e comodità: con l'<span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2">agricoltura primitiva, che per millenni ha addomesticato i semi</span></b></span> più indicati </div><div>al fabbisogno alimentare delle popolazioni, con l'adattamento e lo spostamento di certe piante,</div><div>animali ecc. in luoghi diversi dai siti originali.</div></div><div><br></div><div><br></div><div><div>Gesti semplici, inizialmente legati anche ad <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2">una sacralità, ad una forma di rispetto e gratitudine </span></b></span></div><div><span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2">verso le piante, gli animali </span></b></span>e più in generale all'<span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2">ambiente che permetteva ai popoli di vivere.</span></b></span></div></div><div><span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2"><br></span></b></span></div><div><img class="image-1" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/6--5CARTEL.PICCOLO-Schiusa--Ric.-Cavalc-.jpg"  title="" alt="" width="901" height="601" /><span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2"><br></span></b></span></div><div><br></div><div><div>Ben chiari sono per tutti i virtuosi esempi dei <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2">popoli nativi delle Americhe</span></b></span>, <br>prima della colonizzazione Europea, o ancora prima <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2">civiltà pre-indoeuropee </span><span class="cf2"><br></span></b></span>che vivevano pacificamente di agricoltura e artigianato 7.000 anni fa, <br> prima dell'invasione dei popoli nomadi armati provenienti dalla Siberia meridionale <br>( Marjia Gimbutas “ Kurgan, Le origini della cultura Europea).</div></div><div><br></div><div><img class="image-2" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/5--4CARTEL.PICCOLOEmys-sub--Ghiaia-Grande--.jpg"  title="" alt="" width="960" height="642" /><br></div><div><br></div><div>Nei millenni trascorsi, &nbsp;tanto si è cambiato di quella Natura abbondante e selvaggia </div><div>sino ad arrivare oggi a dichiarazioni FAO, che nel primo rapporto sullo stato della biodiversità </div><div>per l’alimentazione e l’agricoltura, lancia un allarme che sarebbe, ormai, criminale trascurare: <br><div class="imHeading1">“La biodiversità, alla base dei nostri sistemi alimentari e della nostra sopravvivenza, <br>sta scomparendo, non solo quella coltivata o allevata, ma anche quella associata, di piante, animali e microrganismi che mantengono i terreni fertili, impollinano le piante, purificano acqua e aria, contribuendo al buono stato di salute degli ecosistemi. <br>E una volta perduta tanta ricchezza alimentare, non potrà essere recuperata”.</div></div><div><br></div><div><div>E' chiaro che Problemi di questo tipo &nbsp;per essere risolti necessitano di una presa di coscienza collettiva, <br>seguita da interventi reali.</div><div><br></div><div>Nella infinitesimale piccolezza della propria realtà agricola, Una Garlanda cerca con le proprie competenze, <br>con le proprie &nbsp;forze, con il proprio entusiasmo e le proprie risorse, di<span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2"> &nbsp;agire a favore </span><span class="cf2"><br></span><span class="cf2">di una agricoltura che ritorni a rispettare come in passato tutte le forme di vita collegate ad essa.</span></b></span></div></div><div><span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2"><br></span></b></span></div><div><br><img class="image-4" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/Chi-siamo.jpg"  title="" alt="" width="900" height="393" /><span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2"><br></span></b></span></div><div><br></div><div><div>Oltre quindi alla coltivazione <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2">Biologica certificata</span></b></span> , alla <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2">chiusura della filiera</span></b></span> dei prodotti coltivati, <br>alla applicazione di <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2">agroforestry in risaia</span></b></span>, alla introduzione in zone umide permanenti <br>di <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2">specie animali e vegetali in via di estinzione</span></b></span>, all'utilizzo di <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2">imballaggi plastic-free</span></b></span> e la custodia e valorizzazione di varietà antiche e locali di riso, dal 2016 disponibili come <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">seme certificato biologico</span></b></span>.</div><div><br></div><div>In questi anni ci siamo impegnati anche socialmente a condividere e coinvolgere, <br>moltissime persone sensibili a &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;questi temi ambientali che inevitabilmente hanno ripercussioni sul cibo e la salute; tra questi molti &nbsp;agricoltori con i quali si sono create belle &nbsp;sinergie poi tradotte nella fondazione di &nbsp;Associazioni culturali.<br><br></div></div><div><img class="image-5" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/DSC_0267.jpg"  title="" alt="" width="413" height="329" /><img class="image-6" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/IMG_6345.jpg"  title="" alt="" width="425" height="329" /><br></div><div><br></div><div><div>Il 5 febbraio 2019 é nata<b class="fs20lh1-5 cf1"> &nbsp;“Polyculturae” una Associazione di Produttori Agricoli</b>, libera, </div><div>democratica, senza finalità lucrative ed aperta all’adesione, partecipazione </div><div>e condivisione di tutti gli agricoltori che, pur nelle diversità, condividono nella teoria </div><div>e nella pratica il rispetto per tutte le forme di vita naturali dei campi. </div><div>Gli stessi fondatori vengono da esperienze diverse, ma sono <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2">tutti accomunati </span></b></span></div><div><span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2">da sfaccettati ma forti e concreti ideali ambientalisti.</span></b></span></div></div><div><span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2"><br></span></b></span></div><div><div><img class="image-7" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/DSC_2145.jpg"  title="" alt="" width="950" height="562" /></div></div><div><div>La scelta del nome, “Polyculturae” è solo in piccola parte un omaggio alla consociazione </div><div>e diversificazione delle coltivazioni, in realtà vuole significare una <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2">apertura e l’impegno </span></b></span></div><div><span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2">al confronto tra le varie “Culture” ecologiste, agricole naturali, </span></b></span></div><div><span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2">primitive o tradizionali di tutto il Mondo, con le loro idee e soluzioni pratiche.</span></b></span></div></div><div><span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2"><br></span></b></span></div><div><span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2"><br></span></b></span></div><div><div>Con l’intento di promuovere il recupero e la tutela della biodiversità degli agro-ecosistemi, </div><div>tramite l'associazione “Polyculturae” e <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2">supportati da metodiche di monitoraggio ambientale </span></b></span></div><div><span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2">messe a punto secondo standard scientifici internazionali dalla Commissione Scientifica e di Certificazione</span></b></span>; abbiamo creato e ideato il marchio collettivo “BIODIVERSITAS”.</div></div><div><br></div><div><br></div><div><div>Il marchio collettivo “Biodiversitas” certifica il lavoro delle aziende impegnate </div><div>nella conservazione della biodiversità, attraverso indicatori “dinamici” </div><div>che consentono di valutare l’evoluzione dei livelli di agro-biodiversità aziendale, </div><div>stimolando gli agricoltori ad un <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2">miglioramento costante e continuo dell’ambiente e, </span></b></span></div><div><span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2">indirettamente, della qualità delle proprie produzioni</span></b></span>.</div><div><br></div><div><a href="http://www.polyculturae.it/2019/07/20/obiettivi/" target="_blank" class="imCssLink"> http://www.polyculturae.it/2019/07/20/obiettivi/</a></div></div><div><br></div><div><img class="image-3" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/grande17.8.19-misto-Mirabelli-e-crodo-rosso--6-.jpg"  title="" alt="" width="960" height="807" /><br></div><div><br></div><div><div>Il &nbsp;23 Febbraio 2021 è stato fondato Il <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">“Biodistretto del riso Piemontese”</span></b></span> </div><div> la prima associazione no profit del Riso Biologico Italiano.</div><div><br></div><div>Nasce come forma aggregativa e realizza i suoi intenti prevalentemente nei <span class="fs16lh1-5 cf2"><b>Comuni </b></span></div><div><span class="fs16lh1-5 cf2"><b>compresi del territorio della &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Riserva naturale delle Baragge</b></span>, dove già nei primi anni 2000 </div><div>era iniziata dal pioniere Fulvio Stocchi, la ricerca di una coltivazione completamente naturale del riso.</div><div><br></div><div>Il Biodistretto del riso Piemontese, valorizza e promuove le produzioni di Riso &nbsp;Biologico </div><div>in tutti i suoi sviluppi ed evoluzioni, preserva la natura &nbsp;in particolare la rara </div><div>e <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2">preistorica felce acquatica Isoetes malinverniana , fornisce supporto e condivisione di pratiche agronomiche virtuose</span></b></span> e favorisce la creazione di una solida rete di relazioni </div><div>a livello territoriale tra contadini e cittadini.</div></div><div><br></div><div><br></div><div><div>Tante forme aggregative delle quali siamo promotori insieme &nbsp;ad amici e colleghi risicoltori, </div><div>per dare tutti insieme un segnale di cambiamento concreto a favore di una agricoltura più gentile e rispettosa dell'ambiente e produttrice di cibi buoni e sani.</div><div><br></div><div> </div><div><span class="fs16lh1-5"><i><br></i></span></div><div><span class="fs16lh1-5"><i><br></i></span></div><div><span class="fs16lh1-5"><i><br></i></span></div><div><span class="fs16lh1-5"><i>E a proposito di cibi e bevande sane e uniche, </i></span></div><div><span class="fs16lh1-5"><i>per questo Maggio assolato, </i></span></div><div><span class="fs16lh1-5"><i>il nostro consiglio è quello di prepararsi per tempo all'estate che è già qui!</i></span></div><div><br></div><div>Cercate sul nostro E-shop la &nbsp;<span class="cb1"><span class="cf3">birra al riso di Una Garlanda </span></span></div><div><div><a href="https://www.unagarlanda.it/e-shop/prodotto/birra-al-riso/" class="imCssLink">https://www.unagarlanda.it/e-shop/prodotto/birra-al-riso/</a></div></div><div><br></div><div> </div><div><span class="fs16lh1-5"><i>L'unica birra Bio rifermentata in bottiglia con sciroppo di riso! </i></span></div><div><span class="fs16lh1-5"><i>Senza zucchero aggiunto.</i></span></div></div><div><br></div><div><br></div><div><div><b class="fs20lh1-5"><i><span class="cf2">C’è VITA perché c’è BIODIVERSITA’!</span></i></b></div><div><b class="fs20lh1-5"><i><span class="cf2">LA VITA STESSA E’ BIODIVERSITA’!</span></i></b></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 27 May 2022 14:01:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[“Quel prato che fa crescere il Riso Biologico”]]></title>
			<author><![CDATA[unagarlanda-risobiologico]]></author>
			<category domain="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/blog/index.php?category=informazioni"><![CDATA[informazioni]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000006"><div><span class="fs22lh1-5 cf1"><b>“Quel prato che fa crescere il Riso Biologico”</b></span></div><div><br></div><div>Tanto tempo fa, quando ancora concimi artificiali e diserbanti nocivi non erano stati inventati,</div><div>esisteva una agricoltura di sussistenza fatta di fatiche e continui compromessi con la Natura.</div><div><br></div><div>Oggi, nella nostra nuova epoca moderna si considerano le fatiche dei mezzadri e delle mondine e le produzioni dell'epoca, di poco superiori al necessario, come inadeguate per sfamare il mondo e per nulla remunerativa.</div><div>In questa sommaria disamina, che da sola meriterebbe un blog tutto suo, non si considera però <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2">la ricchezza intrinseca di quelle persone contadine, semplici, sobrie, più sane e sopratutto libere!!</span></b></span></div><div><span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2"><br></span></b></span></div><div><img class="image-0" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/IMG_4347-unagarlanda-stocchi.jpg"  title="" alt="" width="797" height="531" /><span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2"><br></span></b></span></div><div><br></div><div><div class="imHeading1">I veri primi produttori di riso Biologico!!!</div><div>La libertà e la capacità di raggiungere quella soglia di autonomia che i nostri antenati avevano e che piano piano si è persa, <span class="fs16lh1-5"><b>venti anni fa sembrava un miraggio dei bei tempi andati</b></span>.</div><div><br></div><div><br></div><div>Un desiderio che illusoriamente il progresso, “che non si può fermare”, avrebbe un giorno esaudito, trovando soluzioni ai problemi di salute, all'inquinamento, alle disparità sociali, alle carenze di cibi sani,</div><div>che sempre di più attanagliano questa nostra umanità.</div><div><br></div><div><br></div><div>Oggi immersi nell'incertezza del domani, tra pandemie, siccità e guerre più o meno sponsorizzate,</div><div class="imHeading3">siamo veramente contenti di aver capito che quel miraggio poteva diventare realtà e di aver coltivato quell'idea visionaria di produrre in modo naturale il cibo, più che Biologico, perché così facendo abbiamo trovato la nostra strada di libertà, salute e sana economia legate al lavoro con la terra.</div><div><br></div><div>Una Strada che per tutti oggi diventa un'ottima risorsa da prendere in considerazione.</div><div><br></div><div>Questa necessaria premessa per parlarvi del nostro concetto pratico di libertà:</div><div><span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2">la semina del riso sul prato!</span></b></span></div></div><div><span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2"><br></span></b></span></div><div><span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2"><br></span></b></span></div><div><div class="imHeading2">Si tratta di un metodo semplice e naturale che vi permette oggi di<br>mangiare il miglior riso biologico Italiano grazie agli sforzi, agli studi in campo, alle scoperte</div><div>e al tesoro della memorie degli anziani risicoltori delle terre rosse della baraggia Rovasendese,</div><div>come Giovanni Pansarasa, un nostro carissimo amico.</div><div><br></div><div><br></div><div>Solo di recente abbiamo scoperto che un accenno alla semina su prato raccontata da Giovanni quando eravamo alla ricerca di realizzare una <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2">vera coltivazione di riso Biologico</span></b></span>, era riportata in un testo del 1879 scritto dall’avvocato Savio di Costanzana che ne spiegava, a grandi linee, l'utilizzo marginale e le criticità...</div><div><br></div><div>Ma noi tutto questo nel 2001 non lo sapevamo, sapevamo che non era più possibile spendere per acquistare sostanze che avrebbero avvelenato la terra e il cibo che con fatica producevamo,</div><div>sapevamo che non era possibile lavorare per ammalarsi, sapevamo che <span class="fs16lh1-5"><b>era ora di cambiare!!!</b></span></div></div><div><span class="fs16lh1-5"><b><br></b></span></div><div><span class="fs16lh1-5"><b><br></b></span></div><div><img class="image-1" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/DSC_0583-metodostocchi-riso.jpg"  title="" alt="" width="960" height="540" /><span class="fs16lh1-5"><b><br></b></span></div><div><br></div><div><br></div><div><div>Fu così che, dopo moltissime osservazioni, tentativi falliti e approcci intuitivi,</div><div>in un giorno di semine trafelato nel 2007 gli attrezzi che dovevano sovesciare, quindi interrare<span class="fs16lh1-5"> l'erba</span></div><div><span class="fs16lh1-5">che avevamo seminato in autunno si incepparono, masse di vegetazione non facevano proseguire i lavori</span></div><div><span class="fs16lh1-5">e </span><span class="fs16lh1-5"><b>fu così che l'erba fu lasciata in superficie ad annegare</b></span>. <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2">Già Fulvio Stocchi aveva visto che in una striscia di risaia, dove l'erba non era stata sotterrata l'anno prima, era venuto un bel riso senza erba...</span></b></span></div></div><div><span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2"><br></span></b></span></div><div><span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2"><br></span></b></span></div><div><div>Quello fu l'anno della scoperta dell'effetto “palude”</div><div>poi ribattezzato in <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2">“pacciamatura verde” o “metodo Stocchi”</span></b></span>:</div><div>una forma di letto nutriente creato dalla fermentazione e decomposizione dello strato erboso.</div><div>Una soluzione moderna per limitare l’insorgenza di erbe infestanti, favorire la crescita del riso senza ricorrere a fitofarmaci e allo stesso tempo fornire un importante apporto ai suoli che diventano un grande serbatoio di sostanze carboniose imprigionando migliaia di tonnellate di CO2 sotto forma di humus.</div></div><div><br></div><div><img class="image-2" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/DSC_0582-paluderisobiologico.jpg"  title="" alt="" width="960" height="540" /><br></div><div><br></div><div><div>Tra poco meno di un mese, se le condizioni meteo di quest'anno siccitoso lo permetteranno,<span class="fs16lh1-5"><b> procederemo con le semine sui nostri prati</b></span> di Lolium multiflorum e diverse tipologie di vecce, seminate nel periodo autunnale, naturalmente associate a piante selvatiche già presenti nelle zone di coltivazione.</div><div><br></div><div>Su questo letto verde verrà <span class="fs16lh1-5"><b>seminato a spaglio il riso</b></span>, successivamente il prato verrà allettato o trinciato sacrificando l'erba che lasciata in campo procederà alla sua lenta decomposizione appena le camere di risaia verranno allagate.</div></div><div><br></div><div><img class="image-3" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/C9CoMaPi1.5.15-semina.jpg"  title="" alt="" width="488" height="262" /><br></div><div><img class="image-4" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/20210515_170935.jpg"  title="" alt="" width="489" height="248" /><br></div><div><br></div><div><div><span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2">L'acqua ha una funzione importantissima è da sempre collegata alla vita del riso.</span></b></span></div><div>Nel caso della pacciamatura verde la fase di allagamento del prato/risaia, va ad un certo punto interrotta;</div><div>in questa delicata fase è necessario comprendere l’esatto momento in cui le piccole piantine di riso,</div><div>che iniziano la crescita, vanno in sofferenza a causa delle sostanze sprigionate dal sovescio in fermentazione; l'acqua viene quindi immediatamente tolta e successivamente rimessa fino alla raccolta senza altri interventi.</div></div><div><br></div><div><br></div><div><div>La <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2">sostanza organica prodotta</span></b></span> dal sovescio come accennato, <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2">ha un doppio effetto benefico sulla coltivazione biologica del riso</span></b></span>: Il primo è di creazione attraverso la trasformazione di nutrienti derivati dal processo di fotosintesi clorofilliana che permettono di nutrire il riso in tutte le sue fasi di crescita secondo le sue specifiche esigenze. In questo modo si evita agli agricoltori di ricorrere a fertilizzanti chimici e di spendere ingenti quantità di denaro connesse all'acquisto di tali sostanze.</div></div><div><br></div><div><br></div><div><div>Il secondo è di distruzione poiché le condizioni per certi versi “estreme” del repentino cambio strutturale da prato asciutto a risaia allagata, <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2">inibisce molti semi di erbe commensali al riso che non hanno così la possibilità di nascere.</span></b></span> Lo studio effettuato in ambito del progetto “Riso Bio System” ha confermato questa evidenza attribuendo un’azione “allelopatica” a certe erbe contenute nella pacciamatura verde che contrastano, con i loro essudati, la crescita di alcune erbe infestanti più persistenti (ad esempio il giavone bianco e rosso).</div><div><br></div><div><br></div><div><div><span class="fs20lh1-5"><b><span class="cf1">Il tutto avviene senza consumare derivati del petrolio di alcun tipo</span></b></span></div><div><span class="fs20lh1-5"><b><span class="cf1">e consentendo alla natura di fare il proprio lavoro nelle migliori condizioni.</span></b></span></div><div><br></div><div>Il terreno diventa quindi un grande serbatoio di sostanze carboniose imprigionando migliaia di tonnellate di CO2 sotto forma di humus. Così i sempre più numerosi agricoltori di riso bio, che grazie a noi oggi utilizzano questo modello agronomico sostenibile, diventano grandi alleati della natura nel tentativo di <span class="fs16lh1-5"><b>mitigare gli effetti del cambiamento climatico</b></span> e della preservazione e rigenerazione dell'ambiente di coltivazione.</div></div><div><img class="image-5" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/DSC_1002-coltivazioniunagarlanda-riso.jpg"  title="" alt="" width="960" height="540" /><br></div></div><div><br></div><div><div><span class="fs20lh1-5"><b><span class="cf1">La ruota che gira!!!</span></b></span></div><div><br></div><div>Una formula che bene si abbina alla tecnica della “Pacciamatura verde”</div><div>per produrre riso biologico di super qualità è la <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2">rotazione delle colture</span></b></span>.</div><div>Un metodo vecchio come la storia dell’agricoltura che ancora oggi applichiamo con successo</div><div>all'interno della nostra azienda per <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2">tutelare l'economia e permettere al terreno di equilibrarsi</span></b></span>.</div><div><br></div><div>La nostra coltivazione del riso Biodiverso con Pacciamatura Verde prevede una rotazione annuale:</div><div>un anno, su un terreno si semina riso, l'anno successivo sullo stesso terreno, si semina una coltura differente come per esempio: Miglio, segale, fagioli dall'occhio, Lino ecc...</div></div><div><br></div><div><img class="image-6" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/C4NAP1080762-riseriabiologica.jpg"  title="" alt="" width="960" height="720" /><br></div><div><br></div><div><div>In questo modo il rischio di mancato raccolto si bilancia con produzioni differenti</div><div>e più prodotti sani e buoni da proporvi. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><br></div><div>Con l'occasione ti consigliamo di assaggiare Il nostro Miglio,</div><div>un cereale molto antico resistente ai climi più siccitosi e ricchissimo di elementi nutritivi</div><div>che rinforzano i capelli, le ossa e più in generale tutto l'organismo.</div><div><br></div><div><br></div><div>Il corpo come una società sana deve generare da solo le cose che servono per stare bene.</div><div>Proprio quello che serve oggi!</div></div><div><img class="image-7" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/Mixdi-sovescioUnaGarlanda.jpg"  title="" alt="" width="960" height="528" /><br></div><div><br></div><div><div>Quindi...aiutaci anche tu a difendere la natura e la biodiversita’,</div><div>Scegli le antiche varietà coltivate senza chimica,</div><div>solo così potranno continuare ad esistere!!!</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 27 May 2022 13:11:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Gli alberi e il riso “Biodiverso”]]></title>
			<author><![CDATA[unagarlanda-risobiologico]]></author>
			<category domain="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/blog/index.php?category=informazioni"><![CDATA[informazioni]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000005"><div class="imHeading1">coltivazione di riso biologico, agroforestazione Agroforestry</div><div><span class="fs22lh1-5 cf1"><b>Gli alberi e il riso “Biodiverso”</b></span></div><div><br></div><div><div>Quando abbiamo incominciato ad abbandonare i prodotti fitosanitari e le concimazioni azotate </div><div>per i nostri terreni, la Natura ha iniziato a sorriderci!!</div><div><br></div><div>Ma ci siamo quasi subito resi conto che oltre a togliere certi prodotti nocivi per noi e l'ambiente ed incominciare una <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2">coltivazione di riso biologico</span></b></span> reale e produttiva, sarebbe stato <span class="fs16lh1-5"><b>necessario invertire la rotta iniziando a considerare ed accrescere la biodiversità dei nostri campi</b></span>.</div><div><br></div><div class="imHeading2">Ci siamo chiesti in che modo saremmo riusciti a coltivare il miglior riso biologico Italiano e nello stesso tempo consolare i nostri terreni dopo averli sfruttati per anni con una monocoltura chimica industriale.</div><div><br></div><div>La soluzione c'è arrivata frequentando l'associazione Un Punto Macrobiotico e il suo fondatore Mario Pianesi.</div><div><br></div><div><br></div><div>Per cercare di ricreare l'ambiente originario, della nostra zona, <span class="fs16lh1-5"><b>incominciammo nel 2002</b></span>, piano piano e in un cresciendo di entusiasmo, a piantumare più di 15.000 piante, scelte tra siepi,arbusti ed alberi autoctoni, ovvero specie già presenti nel nostro territorio.</div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div>Solo di recente ci siamo accorti che nel mondo esistono tentativi </div><div class="imHeading3">di agroforestazione Agroforestry che integrano in modo produttivo, la coltivazione dei cereali o degli ortaggi con la presenza di alberi locali o da frutto.</div><div><br></div><div><img class="image-1" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/20210919_190756-nata-Daniela-Stocchi.jpg"  title="" alt="" width="481" height="600" /><br></div><div><br></div><div>In Oriente, nelle zone d'origine del riso, dove il clima e le latitudini permettono anche di effettuare due raccolti all'anno, ancora a tratti si scorgono risaie piccole strappate alla foresta e circondate da vegetazione, ma <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2">agroforestry</span></b></span> in risaia non è semplice come nei terreni dove si coltiva su sodo.</div></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><div>Le risaia sono campi strutturati per contenere l'acqua che, normalmente, deve restare per quasi tutto il ciclo di vita del riso ( 4 mesi circa); l'acqua in risaia rende i terreni compatti ed asfitici, ed è stata proprio la particolare capacità che ha il riso di crescere in terreni sommersi o con una elevata umidità costante, a contribuire alla sua diffusione anche in luoghi meno vocati all'agricoltura, come le zone paludose con periodici ristagni di acqua o nei litorali bassi delle coste marine tropicali.</div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div>Le stesse condizioni non sono tollerate bene da altre piante ed arbusti che invece, per svilupparsi al meglio, necessitano di terreni ossigenati.</div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div>E stato così necessario nel nostro caso, rivedere la convenzionale camera di risaia prevedendo al suo interno delle arginature sopraelevate, che oggi ricoprono per 80 km la superficie aziendale, dove abbiamo messo a dimora: carpini, ontani, betulle, rose canine, salici, in generale piante che tollerano di più terreni pesanti e ristagni idrici.</div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div>La conseguenza di buone pratiche agronomiche unite ad un recupero dell'ambiente tramite la piantumazione, distribuita ogni 20 metri sui terreni di coltivazione, sta permettendo alla <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2">biodiversità </span></b></span>di svilupparsi indisturbata nei nostri campi.</div><div><br></div><div>E' per questo che definiamo con il termine “biodiverse” le nostre produzioni.</div><div><br></div><div><br></div><div><img class="image-2" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/20210731_100731.jpg"  title="" alt="" width="800" height="600" /><br></div><div><br></div><div>La sempre più abbondante presenza di vegetazione mista, anche erbacee, permette a molte specie diverse di insetti ed anfibi di vivere e riprodursi; un esempio è quello della rara farfalla Lycaena dispar, estinta in Inghilterra ed iscritta nella lista rossa Europea delle specie ad alto rischio di estinzione.</div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div>La conciliazione di produzioni alimentari con quella della biomassa è una pratica che in qualche modo diversifica alla base la produzione agricola, ed è stata per noi la sfida e l'investimento aziendale più importante. La salvaguardia del suolo dall'erosione degli strati fertili e dall'inquinamento sono una emergenza da considerare prioritaria in tutto il mondo; il progetto a lungo termine che stiamo sviluppando, speriamo diventi un esempio fattibile da applicare, il prima possibile, anche ad altre realtà risicole. &nbsp;</div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2">Come avrete capito le più affidabili collaboratrici per i risicoltori e contadini del futuro saranno le piante!</span></b></span></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2">Infatti centinaia di studi scientifici hanno dimostrato che i sistemi agroforestali hanno molti effetti benefici sull'ambient</span></b></span>e e sugli evidenti cambiamenti climatici; oltre a migliorare le condizioni delle acque superficiali e profonde, permettono ai suoli di rigenerare una fertilità e materia organica stabile anche in terreni considerati tradizionalmente poveri come possono essere quelli della Baraggia Rovasendese.</div><div><br></div><div><br></div><div>Si raggiungono in questo modo tutti gli obbiettivi che le Nazioni Europee e Mondiali chiedono per arrivare ad una <span class="fs16lh1-5 cf2"><b>agricoltura veramente sostenibile</b></span>.</div><div><br></div><div><br></div><div>Anche tu a modo tuo puoi contribuire a realizzare questa trasformazione gentile del mondo contadino moderno! Come!??</div><div><br></div><div><br></div><div>E' semplice, evitando il riso biologico coop, ed andando a <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2">cercare vendite di riso biologic</span></b></span>o on line serie, che ti convincono con i fatti e magari ti emozionano anche un po'; oppure, ancora meglio, trovando il tempo di fare una bella gita tra le risaie, quelle piene di alberi con argini verdi e tante libellule, rane, farfalle, testuggini e uccelli che fanno compagnia al riso, per vedere con i tuoi occhi dove cresce il cibo che metti sulla tua tavola e dai ai tuoi bambini.</div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div>Con l'occasione <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf1">ti consigliamo di assaggiare Il nostro </span><span class="cf1"><a href="https://www.unagarlanda.it/negozio/" class="imCssLink">Riso Dellarole</a></span></b></span>, varietà storica dei primi anni del 1900, caratterizzato da un chicco pieno di nutrienti salutari e con una consistente “perlatura” al suo interno, che agevolare la mantecatura dei tuoi risotti, senza aggiunte di troppi grassi.</div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div>Se devi scegliere ti <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2">suggeriamo </span></b></span>di <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2">cucinare riso integrale biologico</span></b></span> di qualità perché in generale più ricco di sostanze nutritive utili al fabbisogno umano; i risi integrali che fanno parte della collezione di risi storici in produzione presso la nostra azienda, sono tutti esenti da arsenico e cadmio e ancora di più racchiudono tutta la selvaticità e naturalezza che cerchi e che puoi far vivere nel campo e nella tua tavola anche tutti i giorni.</div></div><div><br></div><div><img class="image-0" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/Il-cipressino-e-le-bimbe-Stocchi.jpg"  title="" alt="" width="412" height="600" /><br></div><div><br></div><div><div><i><b><span class="fs22lh1-5 cf2">Quindi...aiutaci anche tu a difendere la natura e la biodiversita’,</span></b></i></div><div><i><b><span class="fs22lh1-5 cf2">Scegli le antiche varietà coltivate senza chimica,</span></b></i></div><div><i><b><span class="fs22lh1-5 cf2">solo così potranno continuare ad esistere!!!</span></b></i></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 07 Mar 2022 13:35:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La rinascita parte dai semi]]></title>
			<author><![CDATA[unagarlanda-risobiologico]]></author>
			<category domain="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/blog/index.php?category=informazioni"><![CDATA[informazioni]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000004"><div><b><span class="fs26lh1-5 cf1">La rinascita parte dai semi</span></b></div><div><div class="imHeading1">Produttori di riso biologico a Rovasenda, Vercelli</div></div><div><span class="fs22lh1-5"><br></span></div><div>La nostra impresa di coltivazione naturale del <span class="fs14lh1-5"><b>riso biologico a Rovasenda</b></span> è nata per una esigenza molto personale, di salute nostra principalmente e solo in seguito si è trasformata in un progetto ambientale più strutturato e con obbiettivi chiari rivolti all'esterno:<b> <span class="fs16lh1-5">La coltivazione di riso biologico</span></b><span class="fs16lh1-5">,</span><span class="fs16lh1-5"><b> il ripristino dell'ambiente di coltivazione</b></span>, <span class="fs16lh1-5"><b>la tutela della biodiversità animale e vegetale</b></span> che ci circonda, e di conseguenza, un' attenzione alle esigenze alimentari del pianeta e dei suoi abitanti.</div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div>La nostra piccola rivoluzione di produttori di riso biologico in provincia di Vercelli, l'abbiamo fatta silenziosamente, partendo dai <span class="fs16lh1-5"><b>semi spontanei antichi di varietà storiche di riso</b></span>, non ibride, che ci hanno realmente ridonato la salute.</div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><span class="fs16lh1-5 cf2"><b>Ed in questa piccola scheda vorremmo parlare di quei semi, della loro origine delle caratteristiche uniche che li distinguono dalle tante tipologie di risi più moderni</b></span> coltivati in Italia, (per la maggioranza frutto di fecondazione artificiale ad opera di genetisti e “rice breeding” del settore risiero), dove li abbiamo presi e come negli anni li abbiamo custoditi, ed in fine, quale è il riso migliore per noi e <span class="fs16lh1-5"><b>perché sconsigliamo riso basmati e il riso Parboiled</b></span>.</div><div><br></div><div><br></div><div><img class="image-3" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/20210909-102147.jpg"  title="" alt="" width="781" height="459" /><br></div><div><div><br></div><div>Nel 2001 la ditta commerciale La Salvia, per 14 anni il maggiore acquirente del nostro riso, stipulò un contratto con Ente Nazionale Risi, l'organo statale preposto alla conservazione di tantissime varietà di risi Italiani, per il prelievo di 20 grammi di 22 antiche varietà di riso conservate nei frizer dell'Ente.</div><div><br></div><div>-Ardizzone -Balilla -Chinese Originario -Corbetta -Dellarole -Generale rossi</div><div><br></div><div>-Greppi -Lady Wright -Lencino -Maratelli -Nano -Originario Chinese</div><div><br></div><div>-P.R.6-Sancio P6 -Pierrot -Precoce Allorio -Precoce Gallina -Ranghino</div><div><br></div><div>-Roncarolo Giovanni -Vialone Nero -Vercelli</div><div><br></div><div>Ma gli agricoltori ai quali vennero affidati i semi, non riuscirono a moltiplicate tutte le varietà, anche perché il mantenimento in purezza di tante varietà diverse diventa un lavoro veramente impegnativo e dispendioso.</div></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><div><span class="fs16lh1-5"><b>Nel 2007, vista la nostra dedizione ed interesse </b></span></div><div class="imHeading2">alla coltivazione veramente biologica del riso </div><div>e la <span class="fs16lh1-5"><b>consapevolezza che stavamo maturando riguardo al prezioso patrimonio dell'agro-biodiversità</b></span>, La Salvia in collaborazione con l'Associazione Un Punto Macrobiotico ci fornì pochi grammi di 14 varietà di riso tra quelle consegnate da Ente Risi.</div></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><div><span class="fs16lh1-5"><b>Decidemmo di mantenere quel patrimonio dedicando una risaia alla moltiplicazione e sperimentazion</b></span>e; con l'osservazione ed il tempo imparammo a notare forme, portamenti e a distinguere le diverse caratteristiche che caratterizzano ogni varietà di riso. Certi chicchi presentano una arista apicale caratteristica e distintiva, più frequente nelle varietà selvatiche e antiche, utilizzata da quei risi per difendesi dagli uccelli predatori e per insinuarsi meglio tra le zolle aumentando così la possibilità di nascere nella nuova primavera. </div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div>Ma ancora di più ci ha da subito stupito<span class="fs16lh1-5"><b> il vigore di questi semi che non abbiamo mai aiutato con concimazioni</b></span> <span class="fs16lh1-5"><b>o diserbi mirat</b></span><span class="fs16lh1-5"><b>i</b></span> per eliminare erbe competitive; la loro tenacia in campo <span class="fs16lh1-5"><b>ci riportava alla memoria i racconti ascoltati da certe donne, oramai anziane</b></span>, che in gioventù avevano fatto le mondine. <span class="fs16lh1-5"><b>Quando </b></span>l'agricoltura era ancora a misura umana, quando <span class="fs16lh1-5"><b>non esistevano concimi e diserbanti</b></span> che oggi minacciano la terra e i suoi abitanti, quando si doveva lavorare con la schiena curva per coltivare il riso; semi, donne e uomini erano temprati dalla natura che non regala mai comodità ma il giusto e più adatto cibo per tutti.</div></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><div><span class="fs16lh1-5"><b>Le varietà storiche, generate da incroci spontanei avvenuti in Natura senza interferenze umane che, spontaneamente, riuscivano a convivere con la biodiversità vegetale presente in risaia prima della globalizzazione</b></span>, <span class="fs16lh1-5"><b>furono, con il tempo, soppiantate da varietà di riso moderne create per tollerare concimazioni spinte e diserbi per aumentare esponenzialmente le produzioni.</b></span></div></div><div><span class="fs16lh1-5"><b><br></b></span></div><div><span class="fs16lh1-5"><b><br></b></span></div><div><span class="fs16lh1-5"><b><br></b></span></div><div><div>Dal 1920 anno in cui si comprese la natura autogama (non cleistogama) del riso, le varietà spontanee, sino a prima coltivate su larga scala in tutta la pianura Padana, <span class="fs16lh1-5"><b>divennero la base genetica sulla quale generare ibridi ed incroci</b></span> da più piante.<span class="fs16lh1-5"><b> Molte delle varietà</b></span> oggi più conosciute <span class="fs16lh1-5"><b>come </b></span>Il <span class="fs16lh1-5"><b>Carnaroli</b></span>, il Roma o il S. Andrea <span class="fs16lh1-5"><b>fanno parte di questo primo gruppo di incroci</b></span> di tipologie differenti di risi. Con l'evoluzione (o meglio in questo caso, involuzione della scienza) oggi si trovano in commercio altre varietà di risi creati in laboratorio con la tecnica chiamata: “mutagenesi” che induce mutazioni casuali nel corredo genetico della pianta, nella speranza di ottenere una favorevole allo scopo ricercato. Per agevolare raccolta e produttività si sono selezionate varietà che si adattano ai diserbanti, sempre più potenti per far fronte agli infestanti sempre più resistenti, con taglie basse e buona tolleranza alle concimazioni artificiali sempre più mirate.</div></div><div><br></div><div><img class="image-2" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/20210912-154638-risoresiliente-21.jpg"  title="" alt="" width="821" height="616" /><br></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><div><span class="fs20lh1-5"><span class="cf2"><b>Il nostro lavoro di tutela e valorizzazione dei semi di riso spontanei ed antichi e la scelta di distinguerci tra i Produttori di riso biologico in Piemonte</b></span><b><span class="cf2">, per alcuni può apparire come una poetica ed anacronistica ricerca di rievocare un passato che è impossibile riesumare.</span></b> </span></div><div><br></div><div><span class="fs16lh1-5"><b>Non è così!</b></span> Sopratutto in un periodo dove le emergenze sanitarie condizionano la vita degli esseri umani in tutto il mondo, con malattie, carestie e cambiamenti climatici, ancora di più è necessario recuperare insieme alle semplici tradizioni contadi di una agricoltura veramente Naturale anche i semi che per caratteristiche intrinseche già contengono informazioni indispensabili a produrre cibo sano e di qualità maggiore.</div></div><div><br></div><div><br></div><div><div><span class="fs20lh1-5 cf2">Perchè non coltiviamo riso basmati? </span></div><div><span class="fs18lh1-5"><b>Semplicemente perchè la varietà di riso basmati non si è mai adattata spontaneamente alle nostre latitudini</b></span>, più fredde rispetto alle zone asiatiche indiane dove ha avuto origine.</div></div><div><br></div><div><br></div><div>Nel lontano passato, nette differenze ambientali hanno generato, in Asia, famiglie di risi diversi: la specie Indica (coltivati per il 90% nel mondo) sviluppata a sud della catena montuosa dell'Imalaia, della quale fa parte il riso Basmati; e la specie Japponica ( coltivata per il 10% nel mondo) che invece si è sviluppata a nord della catena montuosa dell'<span class="fs16lh1-5">Himalaya</span><span class="fs16lh1-5">, dove le temperature sono più simili ai nostri territori. </span><span class="fs16lh1-5"><b>Non è quindi un caso se tutte le varietà storiche che custodiamo conservano molte caratteristiche tipiche dei risi del nord Asia</b></span><span class="fs16lh1-5"> come il chicco più arrotondato e particolare contenuti nutritivi che li rendono più indicati per i risotti.</span><br></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><div><span class="fs16lh1-5"><b>Ci sembra scelta più etica e sostenibile consigliare e mangiare i cibi che meglio crescono sul nostro territorio piuttosto che importarne da paesi asiatici o forzarne la coltivazione tramite incroci mutagenetici</b></span>. Inoltre c'è da precisare che <span class="fs16lh1-5"><b>tutti i risi, se consumati integrali</b></span>, assolvono ad un limitato innalzamento dell'indice glicemico, e <span class="fs16lh1-5"><b>sono quindi consigliati anche per chi soffre di glicemia alta o diabete</b></span>.</div></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><div>Parlando del <b class="fs20lh1-5">riso parboiled</b>, dovete sapere è una tecnica di conservazione del riso molto antica che risale a più di 4000 anni fa. Il riso parbolied <span class="fs16lh1-5"><b>subisce un processo</b></span> di ammollo e precottura ad alte temperature dei chicchi quando ancora sono avvolti nella lolla ( parte esterna gialla e silicea che protegge il chicco); la successiva fase di essiccazione fa indurire i chicchi e li rende meno soggetti ad infestazioni.</div></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><div><span class="fs16lh1-5"><b>Oggi questo metodo di conservazione viene utilizzato dalle grandi industrie per agevolare e ottimizzare il processo di brillatura e fornire ai consumatori del riso bianc</b></span>o, una elevata tenuta di cottura e più nutrienti migrati dalla parte corticale. Nello stesso tempo però vengono alterati i basilari processi vitali dei chicchi. <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2">Quindi il riso parboiled anche se mantenuto integrale, è sterile e non germina, mentre il nostro riso integrale biologico è vivo e trasmette vita a chi lo consuma!!!</span></b></span></div></div><div><span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2"><br></span></b></span></div><div><span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2"><br></span></b></span></div><div><span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2"><br></span></b></span></div><div><div>Per ridare valore e nello stesso tempo tutelare le varietà storiche patrimonio di tutti, <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2">ci siamo impegnati nel 2014 ad iscrivere 8 delle tante varietà che tutt'oggi custodiamo, al registro delle “antiche varietà da conservazione” normato dal ministero Italiano per l'agricoltura</span></b></span>. </div><div><br></div><div>In questo modo tornano ad essere considerati anche a livello istituzionale e normativo le seguenti varietà di riso:</div></div><div><br></div><div><div><ul><li>-<span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2">Riso Bertone</span></b></span>, Importato dalle Chine nel 1819 circa, si adattò alle nostre latitudini e si diffuse soppiantando piano piano il “nostrale” (riso che sino a quel momento non aveva una distinzione per varietà uniforme e stabile; diffuso ma senza identità, i “Nostrali” erano popolazioni eterogenee, adattate alle diverse zone di coltivazione,). Il Bertone è il primo riso “mutico” (senza arista) coltivato in italia.<br></li></ul><div><br></div><ul><li>-<span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2">Riso Chinese Originario</span></b></span>, varietà orientale dal chicco tondo selezionata da risi importati dalle Chine nel 1908; per la sua elevata produttiva, venne largamente coltivata negli anni successivi.<br></li></ul><div><br></div><ul><li>-<span class="fs16lh1-5 cf2"><b>Riso Chinese Ostiglia</b></span>, la sua origine è ignota con probabilità è stato selezionato dal riso “nostrale”<br></li></ul><div><br></div><ul><li>-<span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2">Riso Lencino</span></b></span>, introdotto in Italia nel 1857<br></li></ul><div><br></div><ul><li>-<span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2">Riso Precoce Gallina</span></b></span>, scoperto dai fratelli Gallina di Briona nel 1927<br></li></ul><div><br></div><ul><li>-<span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2">Riso Sancino o Sancio P6</span></b></span>, Selezionato dal sig. Sancio da un campo di Chinese Originario nel 1915<br></li></ul><div><br></div><ul><li>-<span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2">Riso Dellarole</span></b></span>, Selezionato in campo di Chinese Originario nel 1911 dal sig. Dellarole Nicola<br></li></ul><div><br></div><ul><li>-<span class="fs16lh1-5 cf2"><b>Riso Nano</b></span>, trovato in un campo di Chinese Originaro nel 1912<br></li></ul></div></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><div>Cercando le tracce scritte nei testi del passato, per <span class="fs16lh1-5"><b>fornire al Ministero tutta la documentazione utile a confermare l'identità e l'unicità di queste varietà</b></span>, abbiamo conosciuto la loro storia e i personaggi che all'epoca l'hanno vissuta. Uomini-contadini-osservatori attenti dei loro campi e delle loro messi; erano i risicoltori all'ora i primi a stupirsi della meravigliosa diversità spontanea che li circondava. La scoperta di nuove varietà di riso, prima del 1921 avveniva in modo casuale individuando in una risaia ( spesso di Originario Chinese) spighe diverse che venivano raccolte e riseminate gli anni successivi studiandone le produzioni, le resistenze alle malattie e la competizione con le altre erbe. Solo dopo anni di studi pratici, si consolidava una varietà nuova condividendola prima tra agricoltori della zona e poi, come il passamano, ad altre regioni.</div></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><div>In questi anni abbiamo avuto una grande fortuna: tutte queste meravigliose differenze le abbiamo mangiate! </div><div>E poi, dopo averle salvate dall'oblio, ci è venuto<span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2"> il grande desiderio di condividerle</span></b></span>.</div><div><br></div><div>Ma il gesto ancestrale di donare i propri semi ad altri agricoltori affinchè possano coltivarli in totale autonomia è stato vietato, oggi solo certe ditte normate e registrate possono distribuire e commercializzare semi; e così per diffondere un bene essenziale all'umanità senza rischiare richiami e multe, ci siamo adattati e nel 2016 è stata creata la ditta sementiera Una Garlanda inserita come ramo aziendale. </div><div><br></div><div><img class="image-1" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/20210925-132918rosso-Angelo.jpg"  title="" alt="" width="831" height="598" /><br></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div class="imHeading3"><span class="cf1">La ditta sementiera di Una Garlanda è la prima ditta sementiera che può distribuire semi di riso per coltivazione di riso Biologico certificati bio.</span></div></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div>Per fare un pò di chiarezza vi possiamo dire che tutti i risicoltori che decidono di sottoscrivere il disciplinare del biologico sarebbero obbligati ad utilizzare semi certi, coltivati e certificati bio; ma siccome nessuna ditta sementiera ha mai dato questo servizio, sin ora, tutti i risicoltori biologici hanno avuto dal ministero una concessione straordinaria (diventata prassi) chiamata “deroga” che gli permette di utilizzare semenze provenienti da coltivazioni convenzionali chimiche per le loro produzioni bio.</div></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><div>La logica necessità che: <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2">per avere un prodotto biologico è fondamentale partire da un seme biologico</span></b></span>, oltre a fornire un più coerente servizio al consumatore diventa un dettaglio strategico non da poco considerato l'accaparramento, da parte delle grandi potenze economiche, dei semi in tutto il mondo. Sono le “lobby “ dei semi che sponsorizzano nuove varianti ma nel contempo tentano di monopolizzare le basi genetiche spontanee, un bene comunitario da sempre gestito in modo locale e totalmente libero. Il mantenimento e la diffusione delle varietà antiche, coltivate in modo naturale, sono un <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2">bene prezioso dell'umanità che solo i contadini possono custodire</span></b></span> con rispetto, come hanno sempre fatto, anno dopo anno nelle loro terre.</div></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><div>In una visione più ampia, per dare un segnale per un cambio di rotta dell'attuale sistema sementiero, abbiamo esteso il nostro campo d'azione inserendo nel catalogo semi biologici, oltre alle varietà storiche da conservazione, anche la più conosciuta e coltivata varietà di riso italiano:<span class="fs16lh1-5 cf2"><b> il Carnaroli classico</b></span>.</div></div><div><br></div><div><br></div><div><div>Viene chiamato Carnaroli Classico quella tipologia di riso lungo A generato dell'ibridatore Ettore de Vecchi e risalente al 1974, anno di iscrizione al registro varietale nazionale, con responsabile della conservazione in purezza Achille de Vecchi di Paullo. <span class="fs16lh1-5"><b>Quello che invece normalmente viene venduto con il nome Carnaroli non è lo</b></span> <span class="fs16lh1-5"><b>stesso Carnaroli Classico originario</b></span>, perché, dopo l'introduzione delle griglie merceologiche del riso, con il nome di una varietà possono essere vendute anche altre tipologie di risi similari, omettendo così importanti informazioni al consumatore finale. <span class="fs16lh1-5"><b>Spesso come Carnaroli vengono venduti risi come il Carnac o altre varietà CL generate con tecnica mutagenesi</b></span>, per avere più tolleranza a diserbi concentrati, taglie basse per agevolare la raccolta e maggiore rese per aumentare i profitti.</div><div><br></div><div><br></div><div><img class="image-0" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/sementierabiologica-garlanda.jpg"  title="" alt="" width="662" height="441" /><br></div><div><span class="fs22lh1-5 cf1"><b>Crediamo sia un tuo diritto sapere cosa comperi e cosa metti sulla tua tavola ed è per questo che cerchiamo di avere un approccio chiaro con tutti i nostri clienti ed amici</b></span>. </div><div><br></div><div><br></div><div>Quella delle semenze di riso spontanee, locali e storiche coltivate in modo completamente naturale è la nostra soluzione a molti problemi insorti o generati dall'avidità e la prevaricazione dell'umano sulla Natura.</div><div><br></div><div>Sono i semi spontanei che ci hanno guidati nel nostro percorso di rivoluzione pacifica, che ci hanno supportato nei difficili tentativi di trovare una tecnica efficace per permetterci di coltivarli senza uso di concimazioni e diserbanti. Semi forti in campo e versatili in cucina, con i loro sapori veri e buoni anche con pochi condimenti. Semi ai quali dobbiamo la vita.</div></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><div><span class="fs16lh1-5"><b>E ora per finire in bellezza vi possiamo suggerire quale è il riso migliore, ma forse lo avrete già capito da soli....è quello che fa bene anche all'ambiente che ci circonda</b></span>!</div><div><br></div><div>Per aiutarvi nella ricerca del riso biologico in vendita on line, oltre alle varietà storiche che coltiviamo ogni anno, abbiamo ideato nel 2020 <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2">la linea di riso biologico e biodiverso </span><span class="cf2"><a href="https://www.unagarlanda.it/eroico-riso-antico.html" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'https://www.unagarlanda.it/eroico-riso-antico.html', width: 1920, height: 1080, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink">EROICO</a></span></b></span>.</div></div><div><br></div><div><br></div><div><div>In piena pandemia quando la reclusione sembrava l'unico sistema per salvarsi, <span class="fs16lh1-5"><b>EROICO nasce per portare un messaggio positivo alla vita! Diventa un esempio di sopravvivenza nel territorio</b></span> della Baraggia,</div><div>“savana del Piemonte”, con le sue terre rosse come pepite, ma difficile da coltivare tanto da</div><div>essere definita “Terra priva di sussistenza”.</div><div><br></div><div>Nel clima rigido “ai piedi”</div><div>del Monte Rosa innevato dove il riso deve affrontare</div><div>basse temperature che donano</div><div>piccole produzioni di grande qualità.</div><div>Per la forza e l'autonomia che racchiudono i semi quelle varietà storiche</div><div>create dalla Natura, che oggi Una Garlanda</div><div>custodisce e coltiva.</div><div>Per <span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2">la coltivazione: totalmente Naturale</span></b></span></div><div><span class="fs16lh1-5"><b><span class="cf2">più che Biologica... BIODIVERSA!!!</span></b></span></div><div><span class="fs16lh1-5"><b>Perché i semi riprodotti senza le interferenze</b></span></div><div><span class="fs16lh1-5"><b>della chimica di sintesi o supporti tecnologici,</b></span></div><div><span class="fs16lh1-5"><b>circondati dalle centinaia di forme di vita</b></span></div><div><span class="fs16lh1-5"><b>di un ambiente selvatico e da tanto amore,</b></span></div><div><span class="fs16lh1-5"><b>crescono rustici e forti diventando EROI!!</b></span></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div>Così i risi storici, coltivati in modo completamente naturale senza aiuto, ma contando solo sulle proprie forze e convivendo con la biodiversità che li circonda, possono ritornare a donano forza</div><div>ed energia a chi se ne nutre!!!</div></div><div><br></div><div><br></div><div><div>Potrai scegliere tra l'EROICO 2020 : chinese ostiglia, semintegrale, per risotti da shef e l'EROICO 2021 : Riso rosso angelo, integrale aromatico, quel riso unico e un po' selvatico, cresciuto alla cascina dell'Angelo.</div></div><div><br></div><div><br></div><div><div><img class="image-5" src="https://www.unagarlanda.it/risorseblog/images/IMG-9626anatre.jpg"  title="" alt="" width="820" height="517" /></div></div><div><br></div><div><div><i><span class="fs22lh1-5 cf2"><b>Quindi...aiutaci anche tu a difendere la natura e la biodiversita’,</b></span></i></div><div><i><span class="fs22lh1-5 cf2"><b>Scegli le antiche varietà coltivate senza chimica,</b></span></i></div><div><i><span class="fs22lh1-5 cf2"><b>solo così potranno continuare ad esistere!!!</b></span></i></div></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 16 Feb 2022 15:04:00 GMT</pubDate>
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